Il dottor Alberto Debbi ordinato sacerdote
È stato il vescovo Camisasca a presiedere ieri la funzione religiosa. Oggi la sua prima messa nella chiesa di Salvaterra
REGGIO EMILIA. «Questa terza domenica di Avvento, in cui ricordo anche il mio ingresso nella nostra diocesi avvenuto esattamente sei anni fa, è chiamata anche Domenica Gaudete, domenica della gioia. Qual è la ragione di questa gioia?». Così ieri il vescovo Massimo Camisasca, in cattedrale, nell’omelia per l’ordinazione presbiterale di don Alberto Debbi.
Camisasca si è quindi rivolto direttamente al medico, che nel 2013 ha lasciato la sua professione per intraprendere gli studi di filosofia e teologia al Seminario diocesano e nel maggio del 2017 ha ricevuto l’ordinazione diaconale, con queste parole: «Chi vuole essere tutto del Signore e per il Signore, non può permettere al suo cuore di essere abitato e dominato dalle tristezze del mondo. Le guerre, le divisioni nelle famiglie e nelle persone, le gelosie, le rivalità che spesso vengono scaricate su noi sacerdoti, non trovando altro luogo ove essere raccontate e deposte, non devono diventare in noi motivo per lo scoraggiamento, per una fede indebolita o per la tristezza del cuore. All’opposto tutto deve convertirsi in preghiera e in lavoro perché la fede e la carità trionfino nella vita degli uomini». E ancora: «Caro don Alberto, di fatto sei già da qualche mese immerso nel ministero pastorale. Ricordati che non potrai mai dare ciò che non possiedi, anzi, ciò da cui non sei posseduto. Non sarai mai libero per gli uomini, se non ti lasci possedere da Cristo. Ti supplico di lavorare attentamente per il discernimento delle priorità nella tua vita pastorale. Non ci sia giornata senza qualche ora per Dio. Non ci sia mese senza qualche giorno per il riposo, lo studio, la lettura, gli amici. Certamente la vita del presbitero è una vita donata, ma l’arte della donazione è un’arte lunga da imparare. All’inizio bisogna avere il coraggio del tempo riservato per sé e per Dio, per poter diventare veramente un uomo per gli altri. Lungo la tua strada troverai riposo nella celebrazione dei sacramenti, nell’accoglienza delle persone, specialmente le più bisognose, quelle disperate, i poveri, coloro che non hanno nessuno. Per poter aiutare dobbiamo innanzitutto lasciarci aiutare. Consigliati perciò sempre con il tuo parroco e con delle persone mature e di esperienza per poter indirizzare la tua vita sulla strada giusta».
Ieri nella stessa liturgia, i seminaristi Tommaso Catellani, Matteo Tolomelli e Alessandro Zaniboni hanno ricevuto il ministero del lettorato, mentre a Francesco Ametta è stato conferito l’accolitato. Ancora, ha avuto luogo in cattedrale il rito di ammissione tra i candidati al diaconato permanente di Marco Catellani, Alberto Conforti e Paolo Reverberi, tre sposi e padri di famiglia della parrocchia di Regina Pacis, nell’unità pastorale “Santa Maria degli Angeli” di Reggio Emilia.
Quanto a Don Alberto Debbi celebrerà la prima messa oggi alle 16.30 nella chiesa parrocchiale di Salvaterra di cui è originario. —
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