Gazzetta di Reggio

Reggio

Il Mire ai blocchi di partenza la prima pietra attesa nel 2020

Giulia Bassi
Il Mire ai blocchi di partenza la prima pietra attesa nel 2020

Festa degli auguri in una Sala degli Specchi gremita Presentati il progetto esecutivo e i tempi per la realizzazione 

4 MINUTI DI LETTURA







Un incontro pubblico illustrativo per informare ma soprattutto per festeggiare “Il Natale del Mire” (Maternità Infantile Reggio Emilia) e ribadire – i rappresentanti istituzionali c’erano tutti per farlo – l’efficienza dell’Emilia Romagna in tema di sanità. Vi hanno preso parte, l’altra sera alla Sala degli Specchi del Teatro Valli oltre a Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia-Romagna e al sindaco Luca Vecchi, anche Deanna Ferretti presidente di Curare Onlus, Andrea Carletti consigliere delegato della Provincia, Giammaria Manghi presidente della Conferenza Sociale Sanitaria Territoriale, Fausto Nicolini direttore generale azienda Usl-Irccs di Reggio.

Il progetto

Per quanto riguarda “Il Natale” del Mire va considerato nel vero e letterale senso della parola, poiché è stato mostrato il progetto esecutivo e i tempi previsti per la realizzazione della struttura quindi il suo percorso non solo tracciato, ma finalmente completo.

Unanimi sono state le espressioni di soddisfazione perché sta cominciando a concretizzarsi l‘idea di questo nuovo edificio all’interno dell’Ospedale Santa Maria Nuova che avrà come obbiettivo la tutela della salute della donna, della gestante, della coppia, del neonato e del bambino, secondo un’ idea nata nel 2006 e approvata in Regione tra il 2008 e 2010. Altro momento cruciale della sua storia, la costituzione nel 2011 di Curare Onlus, guidato in modo appassionato da Deanna Veroni con il compito di portare a casa le risorse di aziende, imprenditori e privati cittadini.

I finanziamenti

Proprio con una prima sua raccolta fondi – che fino ad ora ha raccolto 700 mila euro – è stato finanziato, nel 2014, il progetto architettonico dell’edificio realizzato da Binini Partners. Sempre in tema di risorse, il direttore generale Nicolini ha annunciato che finalmente sono stati raccolti i soldi necessari per partire.

La Regione ha dato prima 14 milioni di euro e poi 11 milioni; a questi 25 milioni, ottenuti nel 2016, se ne sono aggiunti in questi anni altri 5 poi 3. Quindi adesso cosa accadrà?

Con estrema sintesi sono stati illustrati i tempi riguardanti l’assegnazione dei lavori – attuata attraverso una gara europea nel 2019 – quindi verrà avviato il cantiere la cui prima pietra sarà posata nel 2020. Dunque il Mire sarà completato nel corso del 2024.

Le testimonianze

Momento alquanto significativo dell’incontro che ha visto la Sala degli Specchi gremita e il foyer del teatro Valli collegato attraverso un monitor, la testimonianza in video di tre mamme alle prese con i figli piccoli affetti da diverse patologie; sono state presentate per sottolineare la particolarità del rapporto che a volte si crea tra medici e familiari ricordando che al Mire verrà riservata un’accoglienza speciale verso quelle persone.

L’edificio

Sempre con un video, è stato illustrato il progetto architettonico del nuovo edificio che Binini Partners ha redatto di concerto con la direzione dell’azienda ospedaliera.

Prendendo spunto dalla scheda descrittiva realizzata dallo stesso ingegner Tiziano Binini, viene presentato un edificio tecnologicamente avanzato che ospiterà tutte le funzioni intensive e a più elevata complessità in una piastra di base con i servizi e i locali tecnici al piano seminterrato, mentre al piano terreno sono previsti il Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico, il Blocco Travaglio Parto, il Blocco Operatorio e la Neonatologia.

Le scelte

L’impianto creato in modo da ottenere la massima razionalizzazione delle risorse, prevede tre piani in elevazione destinato a degenze e ambulatori che si sviluppano attorno ad una corte interna coperta con un soffitto di cristallo. Sarà un luogo da utilizzare non solo nelle occasioni collettive, ma anche come risorsa per tutta l’area Pediatrica che vi si affaccia direttamente al primo piano, mentre l’Ostetricia, con il Centro Nascita naturale e la Ginecologia occuperanno il secondo e il terzo piano.

E ancora: i locali per le degenze e gli ambulatori sono affacciati all’esterno, verso le aree verdi e lo skyline della città e delle colline, mentre i servizi, gli spazi di relax sono rivolti all’interno del complesso, tutti con aperture in grado di filtrare la luce naturale che arriva dall’esterno. Le camere, gli spazi di accoglienza e di soggiorno per le donne, i bambini e le famiglie, vengono arredati secondo le funzioni, prevedendo anche tutti gli ausili integrati per l’attività del personale.

Le pareti dei locali e dei corridoi vengono trattate come superfici di una galleria d’arte, pronti a ricevere i disegni e i giochi dei bimbi, opere artistiche o fotografiche, secondo una narrazione educativa e compositiva che elevi l’ospedale a luogo della vita. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google