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Incontro pubblico sul problema-stazione Parteciperà anche Fer

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bagnolo. Non è un consiglio comunale «perché a causa della petizione, la nostra richiesta non è stata accettata» ma l’incontro nella sala consiliare si annuncia, comunque, molto partecipata.

Per venerdì prossimo alle 18,30 il sindaco Paola Casali – su input del comitato “Ritardo treni sulla Reggio Guastalla” – ha convocato un summit per parlare del “Recupero della stazione di Bagnolo in Piano” al quale parteciperà anche Carlo Alberto Lunghi, direttore dell'esercizio delle linee Fer. Argomento spinoso quello della malandata stazione di Bagnolo, sulla quale il comitato, anche grazie alla determinazione della portavoce Elena Sberveglieri, sta dando battaglia ormai da molto tempo.

«Dall’incontro della prossima settimana – dice Sberveglieri – aspettiamo delle risposte». E le domande saranno molte a partire dai lavori di riqualificazione del tetto della stazione, andato in fiamme nel dicembre del 2017, non ancora messo a posto. «Il cantiere è fermo da almeno sei mesi – prosegue la portavoce del comitato – ma ultimamente l’hanno recintato segno che i lavori probabilmente riprenderanno. Ci hanno detto che l’intervento dovrebbe concludersi entro la primavera. Vedremo se è vero». Non c’è solo il problema del tetto, alla stazione di Bagnolo, ma anche quello dei piccioni che imbrattano panchine e macchinette per obliterare i biglietti; c’è la questione dei tre ascensori fatti dieci anni fa e mai entrati in funzione «tanto che secondo noi – prosegue Sberveglieri – dovranno essere rifatti» e il problema della mancanza di una sala di aspetto. «Che esisteva prima della riqualificazione di un decennio fa – spiega la componente del comitato – ma che poi è stata chiusa. Noi chiediamo che venga riaperta». Un’altra richiesta riguarda la costruzione di pensiline lungo i binari così da evitare che studenti e pendolari, nelle giornate di maltempo, prendano pioggia e neve . Infine c’è la ripulire i sottopassaggi, diventati il regno dei writer e portare via la massa di rifiuti accumulati in una angolo del piazzale, residuo dell’intervento di messa in sicurezza del tetto bruciato.

«Sono tutte questioni per le quali attendiamo risposte da troppo tempo – conclude Sberveglieri – è arrivato il momento che dalla parole si passi ai fatti». —

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