Gazzetta di Reggio

Reggio

Invalidità, emessi certificati usando codici segreti rubati

Miriam Figliuolo
La denuncia del medico di Correggio alla Finanza
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La denuncia del medico di Correggio alla Finanza

Correggio, la denuncia di un medico certificatore che ora chiede chiarezza sulle indagini: «Inoltrate decine di segnalazioni tra il 2011 e il 2016, ma senza avere riscontri»

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CORREGGIO. Falsi certificati telematici d’invalidità, emessi usando i codici segreti (Pin) di alcuni medici certificatori che, ritrovando nei loro archivi del sistema informatico Inps documenti emessi con le loro credenziali personali per pazienti a loro sconosciuti, hanno sporto denuncia.

I documenti. I certificati falsi così compilati sono decine, tante quante le denunce fatte a partire dal 2011 e almeno fino al 2016. Tutte ampiamente documentate. Numeri rilevanti in un territorio, come quello di Reggio Emilia, che non ha mai conosciuto casi di falsi invalidi. Le denunce a Finanza, carabinieri e polizia postale sono state seguite anche dalle segnalazioni agli organismi competenti in materia: Inps, Ausl, ordine dei medici.A diversi anni di distanza i medici interessati non hanno saputo più nulla di quelle denunce. Ora uno di loro esce allo scoperto mostrando i documenti. Una denuncia con relativa segnalazione all’ordine dei medici, in particolare, è stata fatta presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Correggio. E riguarda un medico della zona e una paziente a lui sconosciuta. Non riveliamo nomi e riferimenti per tutelare la privacy delle persone coinvolte.

«Ho vissuto io stesso una situazione analoga e fatto denuncia e ho raccolto confidenze e documentazioni di alcuni colleghi certificatori in merito a questi episodi – dice il medico – Vorremmo tutti capire: che fine hanno fatto le nostre denunce? Ci sono state indagini? Il sospetto legittimo è che siano state insabbiate... Io e i colleghi non abbiamo mai avuto riscontri. Altrimenti dovremmo pensare che questi certificati falsi abbiano proseguito il normale iter e questo sarebbe molto più grave del “semplice” furto di identità telematica».

Questo infatti, per ora, il reato che si prefigurerebbe da parte di chi ha compilato i certificati “spacciandosi” per i medici legittimi titolari delle credenziali usate per completare la pratica in via telematica. «Ma se con il certificato così compilato qualcuno, senza averne titolo, avesse ottenuto l’invalidità?», chiede il medico.

Il caso emblematico. In particolare il caso di Correggio sarebbe uno dei più emblematici. Il medico, che poi ha denunciato alla Guardia di finanza, ha scoperto casualmente e solo nel 2013, che un certificato era stato emesso il 9 febbraio 2010 usando addirittura le sue credenziali provvisorie, cioé il Pin ricevuto dall’Inps il 19 gennaio di quell’anno e da lei abilitato qualche mese dopo il 12 aprile 2010. Nella denuncia si evidenzia che il medico non ha mai emesso il documento né conosce il paziente ivi citato. Il medico ha sporto denuncia quindi «al fine di verificare l’utilizzo del predetto certificato per fini illeciti».

Di altri casi racconta ora il medico che per tutti chiede chiarezza: «Due anni fa un collega si è ritrovato con 5 certificati da lui mai compilati per patologie neuropsichiatriche infantili emessi per richiedere l’accompagnamento o indennità di frequenza. Un altro ne ha denunciati diversi». A inquietare è anche l’inciso: «Le denunce sono decine. Senza contare i colleghi che preferiscono chiudere gli occhi per non subire eventuali ritorsioni sul lavoro».

 

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