Badante travolta, oggi autopsia Il “pirata” non si è costituito
Recuperati dalla Polstrada i filmati che dovrebbero aver ripreso l’auto in fuga In via Cisa Ligure, dove è avvenuto l’incidente mortale, c’è il limite dei 50 orari
GUASTALLA. Nessun rimorso di coscienza. Non si è costituito e resta senza volto l’automobilista che non si è fermato dopo aver trascinato per un centinaio di metri – lungo via Cisa Ligure – il corpo della badante ucraina 62enne Myroslava Styranivska. L’incidente mortale è avvenuto cinque giorni fa, ma il pirata della strada a quanto pare è convinto di farla franca, ma potrebbe non aver fatto i conti con le indagini della polizia stradale di Guastalla guidata dal comandante Nicola Di Lernia.
L’ESAME AUTOPTICO
Intanto, oggi, il medico legale di Parma nominato dal sostituto procuratore Giacomo Forte – titolare dell’inchiesta – effettuerà l’autopsia in ospedale. Giovedì pomeriggio la 62enne ha attraversato la strada (lì c’è il limite di velocità dei 50 chilometri orari) spingendo a piedi la bicicletta ed è stata prima investita da una Lancia Musa (guidata da una 60enne di Gualtieri), poi il corpo è stato scaraventato nella corsia opposta dove stava sopraggiungendo il mezzo poi dileguatosi. Come atto dovuto la gualtierese è iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale: una “mossa” giudiziaria necessaria del pm Forte in quanto l’indagata potrà nominare un proprio consulente tecnico che segua oggi l’esame autoptico. L’accertamento medico-legale ha un peso importante sull’inchiesta, perché potrebbe chiarire se il primo impatto sia stato mortale o abbia avuto un ruolo decisivo il trascinamento della seconda macchina. Il condizionale è d’obbligo perché si tratta di una valutazione difficile.
FILMATI AL VAGLIO
Sul ricercato pende già l’accusa di omissione di soccorso, ma la sua posizione potrebbe appesantirsi nel caso l’autopsia indichi come causa di morte il secondo devastante impatto. Il pirata della strada era al volante di un’auto di non grosse dimensioni (di colore grigio chiaro?) e avrebbe preso a tutta velocità la direzione per Gualtieri, imboccando la strada sull’argine. Difficile dire – al momento – quale tragitto abbia poi fatto, comunque la Polstrada ha in mano una serie di filmati girati dalle telecamere posizionate ai varchi dei paesi che costeggiano il Po e non solo. In quelle immagini potrebbe esserci la svolta dell’inchiesta. —
T.S.
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