Gazzetta di Reggio

Reggio

lotta alla ’ndrangheta 

Bloccata una società legata a Giglio e al clan

Tiziano Soresina

La chiusura disposta dal prefetto di Verona con un’interdittiva antimafia: «Rischi di condizionamento della criminalità»

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Spuntano nel Veneto affari della cosca ’ndranghetista emiliana e del clan Grande Aracri di Cutro.

Lo rivela una recente interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Verona – Salvatore Mulas – che ha colpito una società dalle non poche attività, con sede a Legnago (Verona). Si tratta del “Bar Portico”, società a responsabilità limitata semplificata che si occupa della costruzione, vendita , affittanza e gestione di locali pubblici in genere, per lo svolgimento di attività di ristorazione ed intrattenimento, nonché il commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti alimentari.

IL CONDIZIONAMENTO

Il titolare della società – come ricostruito dalla prefettura veronese – è Giuseppe Diesi e qui spunta il collegamento con la società Giglio srl e con Giuseppe Giglio in particolare, ma anche con la cosca Grande Aracri. Non sarebbero solo quelli i contatti in odore di mafia (nel provvedimento prefettizio si fa riferimento anche a due consorterie sicule), ma proprio per questo il prefetto Mulas ha ritenuto il “Bar Portico” esposto a rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata. L’ambito ’ndranghetistico con relativa infiltrazione mafiosa rilevata dal prefetto Mulas fa riferimento a Giuseppe Giglio che dal 2016 è un collaboratore di giustizia che nell’Appello del troncone bolognese dei riti abbreviati di Aemilia è stato “premiato” per le sue rivelazioni con un taglio definitivo della sua pena da 12 a 6 anni di reclusione (un evidente “segnale” per altri pentimenti che poi in effetti sarebbero arrivati).

Giglio è l'uomo del «fatturificio», il collante tra cosca e imprenditoria emiliana, ha fatto i nomi dei capi, dell'autonomia del gruppo di 'ndrangheta nel mirino della Dda di Bologna e dei suoi rapporti con il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri. Non è escluso che quanto svelato da Giglio possa aver avuto un peso anche sull’interdittiva antimafia della prefettura di Verona.

IMPRENDITORI A RISCHIO

E le parole del prefetto Mulas hanno decisamente molti punti di contatto con quanto espresso dalla maxi inchiesta Aemilia. «Il problema di possibili infiltrazioni a Verona e provincia esiste – commenta il numero uno della prefettura veronese – e recenti fatti di cronaca hanno dimostrato che la ’ndrangheta arriva anche dall’altra parte dell’oceano, figuriamoci se lascia stare una provincia ricca come quella di Verona. Quello che da sempre continuo a dire agli imprenditori seri è di non permettere a nessuno di portar via le loro aziende. E di stare molto attenti ai compagni di viaggio che si scelgono». —



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