Gazzetta di Reggio

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welfare e solidarietà 

Decine di migranti e bambini a lezione di italiano con la Filef

Nicole Nasi

Presentato il bilancio 2018 della Federazione impegnata nell’assistere i profughi Nuovo presidio in via Turri, la presidente: «Insegniamo loro a vivere senza paura»

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Oggi è la giornata internazionale del migrante, un tema di cui si parla molto anche a Reggio Emilia, soprattutto dopo gli incendi di via Turri che hanno scosso l’intera città. Tanti i cittadini, i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni e le federazioni che sono scese in strada denunciando la situazione di degrado, già presente da anni, e pregando per i morti e gli intossicati.

Tra questi c’era anche il distaccamento reggiano della Filef, la Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie, che con le sue missioni volontarie dal 1970 grazie a Dante Bigliardi si occupa di integrazione sia degli immigrati che degli emigrati.

via turri

L’impegno sociale è sempre stato presente in via Turri, ma anche a fronte di ciò che è accaduto il Comune ha deciso di aprire un nuovo punto, gestito dal Ceis in collaborazione con Filef, in seno al progetto “Mamme a Scuola” già attivo in altre 6 zone del territorio, che permette alle mamme di origine straniera di poter apprendere l’italiano in maniera alternativa senza doversi preoccupare dei propri piccoli, accuditi durante le ore dei corsi da esperte volontarie.

L’esperienza ha permesso di individuare alcune criticità che i migranti possono incontrare: oltre al problema dell’abbandono, è stata rilevata la necessità di costruire percorsi che vadano a sopperire le mancanze non solo linguistiche ma soprattutto di relazione interpersonale.

Memori degli insegnamenti e delle esperienze dei reggiani che sono andati a vivere in un altro paese, il fondatore della Filef ha studiato dei piani di lavoro che favoriscano l’integrazione, rendendo così unita una comunità nonostante le molteplici differenze.

i progetti

È proprio sulla base di questo pensiero che oggi la Fondazione ha avviato numerosi progetti come i corsi di lingua italiana, frequentati da 72 persone di 13 nazionalità differenti, un dopo scuola, di cui fanno parte 15 bambini ai quali se ne aggiungeranno 5 ad inizio anno, un corso di computer e tanti altri. «Ogni attività inizia a settembre e finisce a giugno, proprio come a scuola – spiega Laura Salsi, presidente di Filef Reggio Emilia – Si tratta di un lavoro in rete con le istituzioni di vario livello e siamo sempre presenti ai tavoli quando si parla di prassi e azioni sul tema dell’immigrazione. Il nostro primo obiettivo è quello di fornire gli strumenti necessari sia agli stranieri che ai reggiani per capirsi, confrontarsi e vivere senza la paura della diversità».

scoprire il territorio

Ci sono eventi che oltre a coinvolgere alcuni specialisti in campo medico, dell’educazione e dei servizi civili e di volontariato, tra tutti la Croce Verde, fanno conoscere le bellezze e le qualità del nostro territorio come la gita al Castello di Bianello o la visita alla Fattoria didattica Zanelli e al Caseificio delle vacche rosse. «Fondamentale per l’integrazione è stato lo sport, il calcio e il cricket soprattutto – spiegano alcuni volontari di Filef – all’interno di “Mamme a scuola” hanno riscosso notevole successo anche il corso avanzato di cucito presso l’istituto Galvani, quello base con la cooperativa sociale La Ginestra, il corso di cucina italiana, gli incontri a Correggio tra le donne italiane e quelle straniere e i corsi di lingua madre a Scandiano». —





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