Le abitazioni tolte al clan consegnate ai finanzieri alla presenza di Salvini
SORBOLO (PR). Tredici appartamenti a Sorbolo confiscati al clan emiliano legato ai Grande Aracri saranno restituiti questa alla comunità.
Per “dimenticare” gli affari dell’organizzazione criminale, le dimore diventeranno alloggi per i militari della Finanza. A sancire questa importante transizione sarà direttamente il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che oggi alle 10.20 sarà nel piccolo comune al confine con la Bassa reggiana, per la riassegnazione degli immobili destinati alla confisca a seguito delle sentenze di Aemilia. Parte degli alloggi – a cui si aggiungono tredici garages – sarà consegnata quindi alla Guardia di Finanza in un più ampio progetto di riconsegna allo Stato. L’affare Sorbolo – così è stato classificato il capitolo nell’inchiesta Aemilia – riguarda in realtà decine di appartamenti tra via Genova, via Torino, via Montefiorino e via Venezia. Quello di Sorbolo è infatti il più cospicuo sequestro scattato con l’inchiesta Aemilia, giunta alla sentenza di Cassazione in abbreviato e al primo grado in dibattimento. Sentenze che confermano il radicamento della cosca di ’ndrangheta ora autonoma in Emilia e legata ai Grande Aracri di Cutro, il cui boss Nicolino avrebbe reinvestito di tasca propria – ma tramite i suoi sodali – proventi illeciti per la maxi speculazione edilizia a Sorbolo. L’affare Sorbolo ha tenuto banco per diverse udienze nell’aula bunker di Reggio Emilia e molte società coinvolte hanno sede nella nostra città, così come i protagonisti, che vanno da Alfonso Diletto a Giuseppe Giglio a Nicolino Sarcone e molti altri. Si tratta di una lottizzazione che prevedeva l’edificazione di complessi residenziali in via Venezia e in via Torino (costituiti da 5 condomini comprensivi di 40 unità abitative) e di due condomini in via Marmolada. —
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