Rose rosse e tanti fiori per Luca Al funerale anche l’amico ferito
Grande commozione alle esequie del 35enne morto nello schianto a Villarotta Tre comunità in lutto. I colleghi: «Ci manchi. Eri un amico. I tuoi figli erano tutto»
REGGIOLO. Fiori e lacrime, ieri pomeriggio nella chiesa di Reggiolo, per l’ultimo saluto a Gianluca Cattabiani, 35 anni, il commesso-magazziniere della ditta Autoricambi Guastalla, nella sede di Suzzara, padre di tre bambini, morto il giorno dell’Immacolata in un incidente stradale a Villarotta di Luzzara. La salma è arrivata dalle camere ardenti dell’ospedale di Reggio Emilia, sul carro funebre delle onoranze Melli, intorno alle 14. Tantissime le persone che erano in attesa sul piazzale. La moglie Stefania è subito stata circondata da parenti ed amici che cercavano di consolarla per la grave perdita. Gianluca Cattabiani è morto a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto della Bmw 520 – guidata da un amico – contro il muretto di cinta di un’abitazione. Anche l’amico, con il braccio destro ingessato, ieri era presente alle esequie. Ad officiare la messa è stato don Francesco Avanzi, parroco di Reggiolo, assieme a don Lorenzo Lorenzini, parroco di Guastalla.
Tre paesi in lutto: Suzzara, dove il 35enne lavorava; Reggiolo, dove abitava con la moglie Stefania Balboni e i suoi tre bambini; Gonzaga, paese d’origine della famiglia Balboni, molto conosciuta.
Rose rosse ai piedi della bara, ma tanti fiori, che come ha detto nell’omelia don Francesco Avanzi devono rappresentare la vita: «Gesù ha vinto la morte. Sappiamo che la morte di una persona giovane come Gianluca è un’ingiustizia per noi qui presenti in chiesa. Mi sento coinvolto in questo lutto perché, proprio una settimana fa, ho perso il mio papà e quindi capisco l’angoscia, il dolore dei famigliari e della moglie».
Dopo l’eucarestia, un dipendente dell’Autoricambi Guastalla è salito sul pulpito: «Ci manchi, Gianluca. Sei stato un grande amico e un ottimo collaboratore. Il tuo modo di fare ha permesso di farti amici anche i clienti. Ci mancherà il rumore della macchina del caffè e la sigaretta che ci fumavamo prima delle 8. I tuoi figli erano tutto: non mancavi mai, ogni settimana, di attaccare un disegno, un pensiero dei tuoi bambini».
Poi don Avanzi ha letto un messaggio scritto da Erica, amica della mamma di Gianluca, anche lei colpita da un grave lutto. Parole toccanti, come se Gianluca avesse scritto una lettera d’addio alla madre: «Ora mamma il tuo guerriero deve volare. Ti voglio bene». Prima dell’ultimo viaggio al cimitero di Mantova per il rito della cremazione, all’uscita della bara dalla chiesa un ragazzo ha gridato “Ciao Gianluca”. È seguito un grande, affettuoso applauso. Senza pace il padre Guido, sorretto dai famigliari, che, disperato e in lacrime, è andato ad accarezzare il feretro del figlio sia all’entrata che in uscita dalla chiesa.
Oltre alla moglie, Gianluca lascia la madre Lorena Bellini, il padre Guido, la sorella Chiara e tre figli: Ivan di 10 anni, Giulia di 7 e Fabio di 2. —
M.P.
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