Comunali, Bedeschi su Corti «Non c’è nulla di ufficiale»
Il sindaco non si sbilancia sulle voci che parlano del “trasloco” del collega di Baiso «Dopo Capodanno vedremo, col nostro gruppo, se qualcuno vuole farsi avanti»
«Il sindaco di Baiso candidato a Viano? Non c’è nulla di ufficiale né di ufficioso. Vedremo se qualcuno verrà avanti a ragionarne». Non si sbilancia, l’attuale primo cittadino vianese Giorgio Bedeschi, sulle voci che vorrebbero un “trasloco” del suo collega di Baiso, Fabrizio Corti, Pd.
In primavera Bedeschi – primo sindaco leghista in territorio reggiano, poi rieletto con una civica appoggiata dal centrodestra – esaurirà il proprio secondo mandato. Non sarà quindi ricandidabile e Viano avrà sicuramente un volto nuovo in municipio. Un’ipotesi che rimbalza in queste settimane è quella di Corti, insediato a Baiso nel 2014 con una coalizione guidata dal Pd, in un passaggio fra Comuni confinanti con tanti punti di contatto.
«Quelle su Corti sono voci di popolo che si mettono in giro. Io finisco il 26 maggio e di sicuro non parteciperò a nessuna tornata elettorale per ovvie ragioni: sarei ingombrante, sarei l’ombra di un altro candidato e lui sarebbe la mia ombra. È quasi inevitabile, dopo dieci anni di governo e venti di lavoro politico», commenta Bedeschi.
E Corti? «Sta lavorando bene a Baiso, con lui ho un ottimo rapporto. Non c’è nulla di ufficiale né di ufficioso. Vedremo se qualcuno verrà avanti – riflette –. Dopo Capodanno presumo si inizierà a parlare di elezioni anche a Viano. Dirò alla vicesindaco Bonacini e al capogruppo Borghi di iniziare a parlare nel nostro gruppo, per capire se qualcuno vuol farsi avanti».
Le trattative avranno l’ombra di Baiso a incombere, in una manovra che potrebbe generare anche una saldatura fra il Pd e l’attuale gruppo di governo. «Se qualcuno ha parlato di questa ipotesi io non lo so, ma è vero che Viano fa gola; dopo dieci anni con un’altra linea politica, è un paese appetibile, e non escludo che si stiano cercando soluzioni per scardinare questa situazione».
Oramai si dovrà accelerare. «Venerdì approviamo il bilancio – continua Bedeschi – e subito dopo Natale convocherò i componenti della mia maggioranza per chiarire che le trattative dovranno essere fatte da loro. Io? Se mi verrà offerto, darò una mano, ma uscirò completamente dalla fase di governo. Non è giusto che io rimanga dentro».
Il quadro è fluido e diventa difficile escludere qualsivoglia opzione. «Posso immaginare – dice – che alcune forze politiche abbiano discusso di varie opzioni, vedremo cosa succederà. Io per ora ho preferito non dire nulla, non mi sento autorizzato a farlo: parleranno i miei cavalli, se ci saranno dei cavalli che vogliono correre. Per ora è prematuro e non ne abbiamo ancora ragionato». Ma ormai i tempi stringono: «Siamo a gennaio, in pratica, e ci saranno quattro mesi per muoversi, perché a maggio poi andranno presentate le liste. Mi aspettavo qualche parola dalla Lega e dai 5 Stelle, i primi partiti odierni, ma per ora c’è un silenzio assordante». —
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