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Confcommercio, Donatella Prampolini si appresta a lasciare la presidenza provinciale

Chiara Cabassa
Confcommercio, Donatella Prampolini si appresta a lasciare la presidenza provinciale

Al suo terzo mandato, conferma l’intenzione di non portarlo a conclusione: «Entro la fine del 2019 passerò il testimone, è tempo di cambio generazionale»

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REGGIO EMILIA. Donatella Prampolini Manzini si appresta ad abbandonare la presidenza della Confcommercio di Reggio Emilia. Lo ha annunciato alcuni giorni fa nel corso di un’assemblea a Bologna andando ad ufficializzare quanto aveva già prefigurato nel giugno scorso, accettando di ricoprire l’incarico per il terzo mandato consecutivo ma mettendo le mani avanti.

«Per senso di responsabilità e visto che mi era stato richiesto da tutti i dirigenti che hanno lavorato con me in questi anni – conferma Prampolini – avevo accettato questo nuovo mandato sottolineando già a suo tempo che sarebbe stato caratterizzato dalla ricerca di un ricambio generazionale. E nei giorni scorsi, a Bologna, ho ribadito che sto valutando un passaggio di testimone. Non sarà una questione di settimane ma neppure ho intenzione di concludere il mandato: entro la fine del 2019 penso che i tempi saranno maturi».

Un abbandono che non è quindi motivato da dissapori interni o giochi politici.

«Sono a capo della Confcommercio provinciale – ricorda Donatella Prampolini – dal lontano 2009 e nel frattempo gli incarichi si sono moltiplicati. Attualmente oltre che presidente provinciale di Confcommercio sono a capo della società dei servizi e della commissione sindacale e enti bilaterali. Ma sono anche vice presidente nazionale di Confcommercio, presidente nazionale Fida (Federazione italiana dettaglianti alimentari), membro del consiglio d’amministrazione del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro)e presidente del Gruppo Sigma che conta attualmente 250 dipendenti. Le mie giornate direi che proprio vuote non sono».

Incarichi che sta portando avanti senza dare segni di stanchezza.

«Il fatto è che, come mia abitudine, quando faccio una cosa la voglio fare bene e fino in fondo. Per questo all’interno di Confcommercio sto facendo crescere persone che in tempi brevi possano essere in grado di sostituirmi. Premesso che non scomparirò e continuerò, se ce ne sarà bisogno, a dare il mio contributo».

Sicuramente i ruoli ricoperti sono numerosi e impegnativi. Ma perché rinunciare proprio alla presidenza provinciale di Confcommercio? Non è che la vedremo scomparire da Reggio Emilia?

«Continuerò a girare su e giù per l’Italia come faccio ora. Da Reggio non scomparirò. Ma, materialmente, liberarmi dagli impegni istituzionali che la presidenza di Confcommercio richiede quasi quotidianamente mi permetterà di concentrarmi e di essere più presente sugli altri fronti».

Dice che in questi anni all’interno di Confcommercio molte persone sono professionalmente cresciute al punto di pensare a un cambio ai vertici. Ha una rosa di nomi in mente?».

«Presto per dirlo, ma tra i vicepresidenti che ho nominato ce ne sono tanti con le carte in regola».

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