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VIA FILANGIERI 

Fiere, è andata deserta l’asta per la vendita dei capannoni

Roberto Fontanili
Fiere, è andata deserta l’asta per la vendita dei capannoni

Fumata nera in tribunale, si ritenta il 23 gennaio con un ribasso del 20% Venerdì verrà rinnovato l’affitto alla Terminal One fino al 31 dicembre 2019

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È andata deserta l’asta pubblica fissata ieri alle 12 in Tribunale a Reggio per la cessione dei capannoni dell’Ente Fiera sulla base d’asta di 13,2 milioni e che prevedeva rilanci minimi di 50mila euro.

L’Epilogo

Si è trattato di un epilogo non del tutto imprevisto, con lo stesso commissario giudiziale Tiziana Volta che ha già fissato una nuova asta per le ore 14 del 23 gennaio con il prezzo base fissato in 10,5 milioni. Viene in tal modo applicato un ribasso del 20% rispetto al prezzo base di 13,2 milioni dell’asta andata deserta. Si tratta di un importo che è leggermente inferiore al limite massimo del 25% di ribasso lasciato alla discrezionalità del commissario giudiziale nel caso in cui un’asta vada deserta. La conferma che gli acquirenti aspettano ulteriori ribassi prima di formalizzare la propria offerta è risultata palese quando anche Terminal One, la principale società interessata all’acquisito dei capannoni di via Filangieri, ha confermato, attraverso le parole del dottor Guido Prati di «non aver partecipato all’asta». Nel caso in cui l’asta fissata per il 23 gennaio andasse nuovamente deserta, il Commissario liquidatore Tiziana Volta potrebbe indire una nuova asta con un’ulteriore riduzione del prezzo base. Già oggi con il prezzo a base d’asta fissato per il 23 gennaio il valore dei capannoni risulta quasi dimezzato rispetto alla perizia che valutava inizialmente in 22 milioni il valore degli immobili delle Fiere. La legge consente inoltre al commissario giudiziario di indire fino a quattro aste consecutive applicando di volta in volta un ribasso fino a un massimo del 25%. Nel caso in cui tutte le aste andassero deserte sarebbe compito del Tribunale fissare, ma non è scontato, una nuova gara con una base d’asta che potrebbe risultare inferiore fino al 50% rispetto ai 13,2 milioni fissati per l’asta andata deserta ieri. In quest’ultimo caso si tornerebbe ai valori da cui la trattativa era iniziata. Ovvero l’offerta di 6,6 milioni di euro avanzata dalla cordata italo-asiatica e a suo tempo non ritenuta congrua dal comitato creditori.

La cordata

In questi mesi però in città sono aumentati i dubbi rispetto alla consistenza e alle reali intenzioni della cordata italo- asiatica, che aveva manifestato qualche interesse di concorrere all’acquisto con un un’offerta di 6,6 milioni che però non si è mai tramutata in un’offerta irrevocabile d’acquisto.

Il contratto

Intanto venerdì, con atto notarile, verrà assegnato per la seconda volta alla società Terminal One l’affitto del ramo d’azienda relativo alle manifestazioni fieristiche. Il contratto sarà formalizzato sulla base di canone di locazione annuo di 105.000 euro e con la scadenza definitiva fissata al 31 dicembre 2019. Si dovrebbe, infatti, trattare dell’ultimo contratto di affitto, in attesa che gli immobili siano definitivamente assegnati a un nuovo proprietario. La Terminal One è la società composta da una cordata di sedici imprenditori reggiani (tra cui personaggi del calibro economico di Aleotti, Brevini, Corghi, Fagioli) e imprenditori emiliani, che non ha mai nascosto il proprio interesse all’acquisizione dei capannoni delle fiere. Per questa ragione a più riprese la società che ha già in gestione gli immobili ha sollecitato lo svolgimento dell’asta senza però fare mistero di voler acquisire gli immobili a cifre molto diverse da quelle odierne. —



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