I Nas bussano alla porta Tenta la fuga dal balcone ma precipita e muore
La vittima è Wilson Navarro Montero, 47enne originario di Santo Domingo La caduta fatale all’alba: un volo di sette metri terminato nel cortile del palazzo
Quando i carabinieri del Nas di Parma hanno bussato alla sua porta, nell’ambito di una indagine partita da oltre Enza, lo hanno trovato senza vita, precipitato dal quarto piano, in un tentativo di fuga. È morto così Wilson Navarro Montero, 47 anni, originario di Santo Domingo, trovato cadavere nel cortile sul retro del palazzo dove abitava, in via Papa Giovanni XXIII, al civico 34.
IL RITROVAMENTO.
Il civico 34 è una palazzina con una quindicina di unità abitative che si affaccia su un cortile interno non visibile da via Papa Giovanni. La scoperta prima dell’alba, quando i residenti hanno sentito un tonfo. Il cadavere, circondato da una pozza di sangue, è stato rinvenuto riverso sull’asfalto nella parte interrata sul retro del palazzo, dove si trova parte dei garage sotterranei. Con tutta probabilità il 47enne, quando ha sentito bussare alla porta le forze dell’ordine, ha scavalcato il parapetto del balcone del suo appartamento, al quarto piano, tentando di fuggire tramite i balconi adiacenti. Ma qualcosa è andato storto, scivolando forse a causa del ghiaccio. Il volo, da un’altezza di sette metri, gli è stato fatale. Subito è stato richiesto l’intervento del 118, ma ormai non c’era nulla da fare. La salma è stata trasportata all’obitorio di Coviolo a disposizione del magistrato di turno, il pm Valentina Salvi, che dovrà decidere se eseguire l’autopsia.
IL SOPRALLUOGO
Alle 8 è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco, che ha provveduto ad aprire la porta dell’appartamento. All’interno mobili e suppellettili in ordine: nessun segno di lotta, né della presenza di altre persone oltre all’affittuario, che nell’ultimo mese viveva da solo. Accertato che nessun altro fosse entrato nell’appartamento, e che, secondo le testimonianze dei residenti, durante la notte non sono stati sentiti rumori di diverbi, è scattato un lungo sopralluogo per fare luce sul decesso. Una decina di militari, compresa la Scientifica e una unità cinofila, ha scandagliato per circa due ore l’appartamento (poi sigillato e messo sotto sequestro) e, su indicazione della sorella della vittima, il garage nel seminterrato. Tra i reperti sospetti portati via in un sacchetto dall’Arma, un cd e un barattolo con polvere bianca: una sostanza da analizzare. È evidente che i carabinieri abbiano cercato droga, utilizzando il “fiuto” del cane, alla luce dei precedenti penali del defunto: conosciuto come “Johnny”, il 28 giugno 2014 era stato arrestato dalla Mobile, nell’ambito di un’indagine partita da Bologna, pizzicato con 33,60 grammi di coca suddivisa in due cilindretti e in un “sasso”.
Il dominicano aveva trasformato la casa in un laboratorio della droga. In cantina era saltata fuori una pressa artigianale per confezionare ovuli di cocaina. Per quella vicenda Navarro Montero aveva patteggiato 3 anni e 7 mesi, in parte già scontati; nel novembre scorso, dopo un’istanza al Riesame presentata dall’avvocato Claudio Bassi, aveva ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare l’ultimo anno di pena lavorando alla coop Camelot. —
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