Gazzetta di Reggio

Reggio

dopo l’incendio 

La Scientifica torna in via Turri per scovare l’origine del rogo

Am.P.
La Scientifica torna in via Turri per scovare l’origine del rogo

Nuovo sopralluogo nell’edificio Presente un ingegnere  del Politecnico di Torino  per escludere l’ipotesi del guasto all’impianto elettrico

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REGGIO EMILIA. Un’altra giornata di sopralluoghi, ieri, all’interno della palazzina di via Turri 33, luogo del maxi incendio che ha provocato due vittime e 38 intossicati. Su disposizione del pm Maria Rita Pantani – che coordina la complessa indagine della polizia per fare luce sulle cause del rogo partito dalle cantine nel seminterrato – ieri è di nuovo tornata la Scientifica da Roma e da Torino, più un ingegnere elettronico del Politecnico di Torino che dovrà escludere, una volta per tutte, che la scintilla sia stata provocata da uno degli impianti elettrici che si trovavano per la maggior parte nel seminterrato.

Per questo motivo i super specialisti si sono concentrati nella parte seminterrata, tuttora sigillata, mentre il resto dello stabile è stato dissequestrato venerdì scorso. Un secondo sopralluogo, che proseguirà nella giornata odierna, è stato svolto dai tecnici che dovranno valutare le opere minime (impianto elettrico e tubature di scarico compromesse, più gli infissi) per l’abitalità: un conto di migliaia di euro che sarà anticipato dal Comune di Reggio Emilia, a sua volta rifuso in un secondo tempo dai proprietari. Alla domanda sul perché non far sborsare direttamente la cifra ai proprietari, il vicesindaco Matteo Sassi ha spiegato: «Il soggetto attuale non sono i singoli, ma il condominio, che ha le casse vuote. Già nei migliori condomini i tempi per una raccolta di fondi ai fini di manutenzione straordinaria sono lunghi; ci vogliono mesi. E mai come in questo caso il tempo è denaro, visto che nel frattempo il Comune deve sostenere i costi dell’alloggio degli sfollati in albergo. Il Comune accelera l’operazione di rientro per contenere i costi». Diversi appartamenti, però, sono stati pignorati prima della tragedia. «È vero, ma per quelli contiamo di rivalerci sull’assicurazione, mentre per gli altri i proprietari ci rifonderanno, concordando magari una rateizzazione. Entro fine settimana avremo un quadro chiaro delle opere e degli importi necessari». —

Am.P.

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