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Le campane di Capanni per la chiesa copta che nascerà al Cairo

Luca Tondelli
Le campane di Capanni per la chiesa copta che nascerà al Cairo

Realizzate “a cera persa” nella fonderia di Tavernelle L’inaugurazione della basilica è prevista per il 6 gennaio

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Castelnovo Monti. L’Egitto è sede di una delle più antiche e radicate comunità cristiane, quella dei copti ortodossi.

Nella comunità copta c’è grande attesa per i primi giorni dell’anno nuovo, quando sarà ufficialmente inaugurata la nuova, grande cattedrale, vicino al Cairo, e la chiesa avrà “la voce” italiana, anzi castelnovese: quella delle campane della Fonderia Capanni, un’ eccellenza dell’Appennino dal punto di vista artigianale e storico.

La fonderia di Castelnovo è stata scelta dai committenti, in concorrenza con fonderie di tutto il mondo, per fornire le campane a quella che sarà la chiesa copta più grande del medio oriente, pagate e ordinate direttamente dallo stato egiziano.Nel cantiere lavorano tremila operai, su tre turni, 24 ore su 24. La notte di Natale, che i copti celebrano tra il 6 e 7 gennaio, sarà inaugurata la parte principale dell’edificio religioso. E in questi giorni si svolge una corsa contro il tempo per completarla in tempo. Tutti al lavoro, ingeneri cristiani e musulmani insieme, con l'aiuto dell'esercito: la chiesa è dedicata alla Natività di Cristo.

A breve distanza sta sorgendo anche una nuova, grande moschea, tanto che la vicinanza dei due luoghi di culto ha fatto parlare il presidente egiziano al-Sisi di «un simbolo di coesistenza».

La cattedrale presenta una superficie di 8.100 metri quadrati. La navata può accogliere 7.500 fedeli e si sviluppa lungo l’asse Est-Ovest. Avrà due campanili che raggiungeranno i sessanta metri d’altezza, su cui svetteranno le campane di Capanni che suoneranno per richiamare i fedeli anche a grande distanza.

Le campane sono state realizzate, come da secoli si fa nell’azienda con sede a Tavernelle, con la tecnica della “fusione a cera persa”: si realizza un modello in cera della campana finale, che viene poi “incamiciato” con terracotta e mattoni, lasciando un foro per l’ingresso del bronzo fuso. Il bronzo incandescente scioglie la cera che defluisce, e fa posto al metallo che, raffreddandosi, forma la campana. Quello in Egitto è un progetto che, per le sue caratteristiche, vede la fonderia Capanni con le sue campane anche in veste di portavoce di pace e integrazione in una terra dove la tolleranza religiosa non è ancora un traguardo conquistato. —

Luca Tondelli

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