A Reggio è un boom di frodi creditizie In un anno 116 casi
In Emilia Romagna se ne contano 273 più del 2017 Siamo al terzo posto dopo Bologna e Modena
REGGIO EMILIA. Sono sensibilmente aumentate le frodi creditizie perpetrate, in provincia e in regione, tramite il furto di identità. Nel primo semestre di quest’anno si sono contati 861 casi in tutta l’Emilia Romagna rispetto ai 588 dello stesso periodo del 2017 e la graduatoria nazionale ci pone ora al sesto posto alle spalle solo di Campania, Lombardia, Lazio, Sicilia e Puglia.
Poco incoraggiante anche il ranking regionale dove spicca Bologna (167 casi) che si pone davanti a Modena (131) e proprio a Reggio Emilia che ne ha 116.
Queste indicazioni sono ricavate dalle annotazioni fatte dall’Osservatorio sulle frodi creditizie realizzato da Crif e Mister Credit e, scendendo nel dettaglio, si possono individuare numerose curiosità.
Si scopre così ad esempio che le vittime sono in prevalenza uomini (63,4%) e che la fascia maggiormente colpita è quella compresa fra i 41 e 50 anni di età, ma la crescita più consistente è fra gli over 60. Attenzione dunque anche perché, per tradizione, è nel periodo natalizio che il fenomeno criminale aumenta.
Le frodi vengono per la maggior parte commesse mediante il furto di identità e il successivo illecito utilizzo dei dati personali e finanziari al fine di ottenere crediti o acquistare oggetti con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare l’oggetto acquisito.
Identificate anche le principali tipologie di beni e servizi ottenuti in modo fraudolento e qui spiccano di sovente gli elettrodomestici (sono il 30,9% del totale) ma primeggia il numero di casi (49,8%) riguardanti la categoria auto-moto. Nell’ordine compaiono i crediti per spese su immobili e ristrutturazioni (cresciute di quasi il 30%) nonché agli articoli di arredamento (10,4%) che sono raddoppiati.
Significativa anche l’ascesa delle frodi per finanziamenti relativi all’acquisto di beni di elettronica e telefonia ma anche per ottenere trattamenti estetici e medici che pesano per valori pari al 5,5% del totale.
La forma tecnica del prestito finalizzato ad un acquisto continua a fare la parte del leone con il 72,2% del totale e con una incidenza cresciuta del 28% rispetto allo scorso anno. L’importo medio si aggira sui 5.400 euro. Al secondo posto di questa antipatica graduatoria ci sono poi le frodi perpetrate sulle carte di credito con una quota del 12,2% dei casi segnalati seguite dai prestiti personali (7,1%). La maggior parte delle frodi riguarda importi compresi fra i 3.000 e i 5.000 euro ma sono fortemente cresciuti i casi di importo superiore ai 20.000 mentre sono in leggero calo quelli inferiori ai 1.500 euro.
Quasi il 57% delle truffe viene scoperto entro sei mesi da quando è avvenuto ma non mancano casi che affiorano a distanza di tre-quattro, addirittura cinque anni.
«La vulnerabilità alle frodi è notevolmente aumentata – spiega Beatrice Rubini che ha diretto la ricerca – perché sempre più persone e aziende si aprono al mondo digitale dove sono pubblicati i nostri dati identificativi che i frodatori, specialisti, usano per i raggiri on line». —
L.V.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google