«Ciao Fabio, la tua morte è la nostra ferita» L’omaggio al giovane scomparso a 27 anni
Correggio, in centinaia si sono stretti attorno al dolore della famiglia Fantuzzi ai funerali nella parrocchia Madonna di Fatima
CORREGGIO. Una folla commossa si è radunata ieri nella parrocchia Madonna di Fatima per dare l’ultimo saluto a Fabio Fantuzzi, 27 anni, studente di Architettura al quale nel 2016 era stato diagnosticato un tumore rarissimo che colpisce i linfonodi.
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Una malattia che, comunque, non ha impedito di lottare e continuare a sognare, sopportando quel “mostro” con forza e determinazione. L’ha fatto fino a martedì 18 dicembre, circondato dall’amore di papà Giovanni e mamma Paola, che sono i titolari di una gioielleria-oreficeria a San Martino in Rio, della sorella Francesca, della nonna Carmen e di tantissimi amici e parenti.
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In una mattina fredda di un giorno lavorativo, tantissime persone, da San Martino e da Correggio, si sono strette attorno all’incolmabile dolore della famiglia Fantuzzi.Una famiglia che, nella malattia di Fabio, ha sempre avuto la forza di guardare avanti con fiducia e speranza nella ricerca, anche se quella forma di malattia, ad una giovane vita come quella di Fabio, ha dato poca speranza.Ieri, per la famiglia Fantuzzi e per tutti coloro che avevano a cuore quel ragazzo «educato, solare e gentile con tutti», è stato un giorno di tristezza e dolore.
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Il rito funebre, celebrato dal parroco don Sergio Pellati, ha avuto inizio attorno alle 10, quando il feretro del giovane è arrivato in parrocchia partendo dalla casa funeraria Rossi di San Martino in Rio.Nel corso della celebrazione, durante l’omelia liturgica, don Sergio si è espresso così: «Ciao Fabio. La morte è il passaggio alla vita eterna, ma la nostra umanità, davanti alla morte di un ragazzo giovane, è ferita. Siamo tutti profondamente colpiti e feriti da questa prematura scomparsa».Guardando fisso quel feretro ricoperto dai fiori bianchi, il parroco ha poi espresso una domanda che probabilmente si sono posti molti tra i famigliari e gli amici nel corso del lungo calvario che ha patito Fabio.
«Caro Fabio, chissà quante volte ti sei posto questa domanda: ma perché a me, a 24 anni, una malattia rara? Forse oggi, che giaci nel regno dei cieli, hai questa risposta. Noi, in questa terra, purtroppo non riusciamo e non riusciremo a darcela».Fabio lascia un vuoto incolmabile in tutta la comunità, e le testimonianze di affetto dimostrate alla famiglia Fantuzzi in questi giorni ne sono la conferma. La famiglia, per scelta, ha deciso di chiedere a tutti coloro che prendevano parte al rito funebre di non portare fiori, ma eventualmente di compiere opere di bene.
Un bene che, nonostante la malattia e il calvario che ha compiuto fino alla morte, Fabio manifestava sempre.
Salutato con un profondo e sincero applauso, dopo la consueta benedizione, il feretro di Fabio ha proseguito verso il tempio crematorio. Le ceneri saranno tumulate nel cimitero cittadino di Correggio. —
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