Escluse cause elettriche nel rogo di via Turri
REGGIO EMILIA. Il maxi incendio di via Turri 33, avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 dicembre scorsi, provocando due vittime e 38 intossicati, non è imputabile a cause elettriche riconducibili agli impianti che si trovavano nel seminterrato.
È questo il primo punto fermo arrivato dagli esperti della scientifica che, negli ultimi giorni, hanno eseguito svariati sopralluoghi all’interno dell’immobile, che è poi stato dissequestrato ad eccezione delle cantine.
L’ultimo sopralluogo da parte della scientifica di Roma e Torino è avvenuto martedì scorso, alla presenza di un ingegnere elettronico del Politecnico di Torino.
È stato l’ingegnere, incaricato dal pm Maria Rita Pantani, a concludere che l’impianto elettrico non può essere stato all’origine delle fiamme: non una sorpresa, ma poiché la complessa indagine procede per esclusione, l’eventualità andava verificata con scrupolo. Rimane dunque in piedi quella che fin dall’inizio è stata ritenuta l’ipotesi più accreditata: l’occupazione abusiva di una delle cantine da parte di qualcuno. Resta da stabilire il punto esatto dal quale è partito il rogo e il materiale che ha provocato un fumo altamente tossico. —
Am.P.
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