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house of cards 

False fatturazioni e usura Severe richieste di pena per Sergio e i due Macario

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Severe richieste di pena per tre degli imputati dell’operazione “House of Cards” sono state avanzate dal pm Giacomo Forte, in uno dei tronconi della maxi inchiesta per un giro di false fatturazioni arrivata alle battute finali.

Un dibattimento che all’origine vedeva alla sbarra sei imputati (che poi hanno scelto riti alternativi), alcuni dei quali presenti anche ad Aemilia, come Salvatore Cappa ed Eugenio Sergio. L’indagine della Squadra Mobile aveva preso avvio nel 2014 dalla denuncia di una mamma: aveva assistito all’aggressione del figlio, affogato dai debiti di gioco e strangolato dall’usura. Gli investigatori avevano scoperto contatti tra il giovane ed Eugenio Sergio da una parte ed Enzo Macario dall’altra. Sergio, a fronte di un debito di 7mila euro, dopo quattro giorni si era fatto restituire 7.700 euro, poi per un altro prestito da 7mila euro 16mila, con tassi del 912,50% e 298,91%. Somme che si accompagnavano a minacce: «Se non mi porti i soldi, ti sparo in bocca...». Non solo: le intercettazioni avevano rivelato l’esistenza di una società, la Full Trade, creata secondo l’accusa al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti. Il 14 aprile 2016 erano stati rinviati a giudizio i fratelli cutresi Enzo e Giovanni Macario (il primo codifeso dai legali Carmine Migale e Giuseppe Migale Ranieri, il secondo dall’avvocato Giacomo Fornaciari) ed Eugenio Sergio (anche lui assistito da Migale Ranieri). Ieri nella requisitoria finale – svoltasi nell’aula bunker con Eugenio Sergio in videocollegamento perché detenuto per Aemilia – il pm Forte ha chiesto 10 anni e 3 mesi per Enzo Macario, così suddivisi: 4 anni e 3 mesi per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle false fatturazioni e 6 anni per usura ed estorsione. L’accusa ha chiesto 6 anni per usura ed estorsione (per la stessa vicenda) per Eugenio Sergio e 1 anno e 6 mesi per Giovanni Macario, accusato della sola associazione a delinquere.

Secondo il pm i tre sono pienamente responsabili sia del giro vorticoso di false fatturazioni sia dei continui prelievi con il bancomat da parte del legale rappresentante della Full Trade. «Non è credibile che una persona prelevi con il bancomat più di un milione e mezzo in un anno», ha dichiarato il pm Forte, sostenendo che sulla vicenda di usura ed estorsione la vittima è credibile. Gli avvocati difensori hanno chiesto in blocco l’assoluzione dei loro assistiti, sostenendo (con diverse motivazioni) che in dibattimento non siano state raccolte prove sufficienti. Secondo il legale Giacomo Fornaciari, Giovanni Macario ha una posizione defilata; mentre per Enzo Macario ed Eugenio Sergio, Migale Ranieri ha sostenuto che «è stato violato il diritto di difesa perché la presunta vittima, sulla quale si basa l’intero castello dell’accusa, si è sottratta volontariamente all’esame in aula». Il collegio giudicante presieduto da Simone Medioli Devoto, a latere Sarah Iusto e Stefano Catellani, ha rinviato l’udienza al 30 gennaio 2019, per eventuali repliche e, con tutta probabilità, per la sentenza. —

Am.P.

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