Per la “Casapalestra” dove curare i disabili c’è tutto, tranne i fondi
Scandiano, l’obiettivo dell’associazione che realizzò una casa protetta è raccogliere due milioni di euro. Già individuato il terreno
SCANDIANO. Una palestra per i disabili, per il recupero dagli incidenti, per la socialità e l’inclusività. Una palestra da realizzare col contributo degli abitanti e delle aziende dell’intero comprensorio ceramico. In questi giorni è partita una chiamata rivolta a privati e realtà produttive, lanciata dall’associazione Progetto Anziani Arceto per presentare il progetto di una “Casapalestra”, un edificio attrezzato pensato per le attività sportive e di recupero delle persone con disabilità e non solo.
L’associazione.Progetto Anziani Arceto è l’associazione a cui si deve la realizzazione della casa protetta di via del Carrobbio, una delle principali strutture di cura e ospitalità del territorio scandianese, nata 20 anni fa.Ora i dirigenti puntano a raddoppiare con la “Casapalestra”, per offrire un servizio prezioso non solo allo scandianese. «La nostra idea è realizzare un complesso utile a tutti i Comuni della zona, le distanze non sono grandi e potrebbe essere utilizzato anche da chi vive a Rubiera, Castellarano, Casalgrande e Sassuolo», raccontano il presidente Giorgio Manfredini e il vicepresidente Lanfranco Fradici.
«Oggi un servizio simile non c’è e la necessità invece è forte, crediamo che una struttura come questa possa essere utile a tantissime persone, a tantissime famiglie. L’abbiamo pensata perché sia utilizzabile per attività fisiche legate alla disabilità come al recupero funzionale e ad altri percorsi sanitari e sportivi», spiegano.
Il progetto. La palestra dovrebbe sorgere in un’area privata lungo via per Scandiano, il progetto di base è già pronto e l’utilità sociale non si discute. Ora servono le risorse, perché si parla di circa due milioni di euro di spese da affrontare. «Abbiamo mandato 2.300 lettere alle famiglie e alle imprese della zona di Arceto e di Cacciola, per partire. Se tutti danno un contributo possiamo realizzare un progetto importante e utile per tutti noi, in grado di dare un servizio prezioso», continuano Manfredini e Fradici. «Ci rivolgiamo anche agli enti, speriamo che la Regione possa aiutarci concretamente. E che i Comuni della zona promuovano il progetto. Servirà a tutti».
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