Via Turri, pugno duro del sindaco Vecchi: «Mureremo gli appartamenti irregolari»
Giro di vite sui requisiti edilizi, di sicurezza e igiene dei singoli alloggi: «Pronto a emettere ordinanze di non abitalità»
REGGIO EMILIA. «Nei prossimi giorni, in accordo con la Prefettura, su via Turri avvieremo dei controlli sulle residenze private insieme alla Questura e alla Municipale, durante i quali chiederemo un contributo anche all’Ausl. Lo scopo è quello di verificare le condizioni di abitalità di una serie di appartamenti. Se non ci saranno le condizioni richieste, sono pronto a emettere ordinanze di non abitalità nei confronti dei singoli proprietari».
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Dopo l’incendio scoppiato al civico 33, che ha provocato due vittime, l’emergenza è ormai sotto gli occhi di tutti. E sul fronte della sicurezza e della lotta al degrado in zona Stazione, il sindaco, Luca Vecchi, decide di alzare ulteriormente l’asticella, annunciando il pugno duro. Non solo mettendo nel mirino le residenze fittizie, già dal 2017 sottoposte a un giro di vite ad opera della Municipale. Ma anche nei confronti delle condizioni di abitalità dei singoli alloggi, soprattutto quelli dichiarati vuoti, che per legge devono rispondere a precise norme urbanistiche, catastali, di igiene e sicurezza pubblica.
Nel caso manchi anche uno solo dei requisiti previsti, il sindaco prenderà in considerazione l’ipotesi di emettere ordinanze ad hoc, contemplando la possibilità di arrivare a murare le porte degli appartamenti nel momento si troveranno violazioni. «L’obiettivo è alleggerire il carico residenziale della zona per favorire una politica di riqualificazione più significativa», aggiunge Vecchi, ricordando il progetto di trasferire in viale IV Novembre la sede della Municipale, nell’area dell’ex-stabilimento Enocianina, per la quale la Regione mercoledì ha stanziato un contributo di 1,5 milioni.
LE FORZE IN CAMPO
Poliziotti della Questura, agenti della Municipale, personale dell’Ausl. E poi tecnici comunali. Sono questi i soggetti che daranno il via ai controlli incrociati, ciascuno per il rispettivo ambito di competenza. «Partiremo innanzitutto dagli appartamenti che risultano vuoti, per constatare che lo siano effettivamente. I proprietari ci dovranno garantire la reale condizione dell’appartamento e il rispetto delle normative. Se non ci saranno le condizioni di legge da un punto di vista della regolarità edilizia, della sicurezza o della situazione igienico-sanitaria le porte dei singoli alloggi non in regola saranno murate». Un’operazione, questa, che sarà a carico del singolo proprietario.
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LA SCADENZA
I controlli sono annunciati come capillari. E soltanto tra un mese circa, intorno al 20 gennaio, il sindaco valuterà se e quante saranno le ordinanze di non abitalità da emettere, sulla base delle varie relazioni che finiranno sul suo tavolo. «Preso atto che nella zona abbiamo un problema di qualità residenziale bassa – conclude Vecchi – avvieremo questi nuovi controlli, intensificando quanto già fatto in passato. Constateremo il quadro e se nelle relazioni che riceverò ci saranno appartamenti con condizioni di non abitalità, prenderemo in considerazione ordinanze coerenti e conseguenti».
I NUMERI
Il quartiere Zona stazione conta un totale di circa duemila alloggi. E a fine 2017, a pochi mesi dall’inizio dei controlli sulle residenze fittizie, su 263 appartamenti ispezionati, pari a 865 persone controllate, erano state 128 le residenze fittizie di stranieri scovate. Un problema emerso più volte, l’ultima delle quali proprio in occasione dell’incendio del 10 novembre, quando al setaccio oltre a tutti gli appartamento della palazzina del civico 33 – alcuni dei quali risultati poi vuoti – sono state passate anche le cantine. Il timore era che ci fossero occupazioni abusive, con il rischio per fortuna evitato di nuove vittime ma anche per capire da dove si fosse propagato il rogo. —
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