Asp, servizio cucina ai privati I sindacati fanno le barricate
Si riaccende lo scontro tra Comune e la funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil «Una decisione sbagliata e presa senza un confronto preventivo con noi»
CARPINETI. «Asp Don Cavaletti, ora anche la cucina viene esternalizzata. Questo è il welfare low-cost della montagna: dichiarano una cosa e ne fanno un’altra». «Il sindacato fa politica pensando alle elezioni». Dopo un periodo di relativa calma, si riaccende lo scontro fra le sigle della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil e le amministrazioni pubbliche appenniniche sulla situazione dell’azienda di servizi alla persona Don Cavalletti di Poiago, da cui dipendono la casa di riposo della frazione carpinetana e varie attività sul territorio.
scontro sulla cucina
Da anni, per questioni di bilancio, i Comuni soci hanno avviato un percorso di valutazioni sulla gestione dell’Asp con possibili esternalizzazioni dei servizi, fra cui quello dell’assistenza domiciliare. Ora sembra più probabile il mantenimento di una realtà pubblica, ma le tensioni rimangono. L’ultimo terreno di scontro è la cucina. «Il 26 novembre scorso, a conclusione dei lavori del tavolo tecnico, si è svolto l’incontro tra i sindacati l’Unione e i vertici dell’Asp nel quale ci è stata comunicata la decisione di rinunciare all’ipotesi di esternalizzare l’Asp Don Cavalletti», spiegano i sindacati. Nella stessa sede si è discussa la proposta di passare a terzi il servizio cucine, così da ottenere un risparmio sui 20mila euro annui. I sindacati affermano di aver «immediatamente manifestato la nostra netta contrarietà, rendendoci da subito disponibili a riaprire il confronto». Ora, invece, «abbiamo appreso con stupore della decisione unilaterale dei sindaci dell’Unione dell’Appennino, che senza dare alcuna informazione, né preventiva né successiva, alle rappresentanze sindacali, hanno deciso di procedere con l’adozione di una delibera che prevede la privatizzazione delle cucine, con l’aggravante di comunicare ai lavoratori che la decisione sarebbe stata condivisa con le organizzazioni sindacali». E aggiungono: «È un comportamento grave e irrispettoso del nostro ruolo. Ribadiamo di non aver mai avallato alcuna privatizzazione, pertanto la decisione di privatizzare la cucina è da ritenersi sbagliata e dannosa».
il sindaco
«Si avvicinano le elezioni e il sindaco di Carpineti non è di espressione Pd. Per cui il sindacato, del quale come tanti sanno fino a qualche tempo fa nutrivo fiducia, calpesta la sincerità e si tuffa nella mischia politica». È la secca replica del sindaco carpinetano Tiziano Borghi. «Fortunatamente i cittadini, i dipendenti e soprattutto i contribuenti – continua – sanno ragionare con la propria testa e pertanto sapranno facilmente distinguere le cose vere da quelle false».
Per Borghi le affermazioni dei sindacati sono «una serie di palesi falsità che non fanno certo onore alle associazioni dei lavoratori e dei salariati stessi». «Non c'è nessuna mia volontà di esternalizzare l’unica struttura pubblica del distretto. È proprio vero il contrario. E questo lo possono confermare anche le lavoratrici dipendenti e interinali del Don Cavalletti presenti nell’incontro del 18 dicembre, dove ho ribadito, per l’ennesima volta, che la soluzione ideale dell’Asp è la trasformazione in una azienda speciale consortile, nella categoria delle aziende pubbliche. Ho anche ipotizzato che, nel caso di questo passaggio, alcune lavoratrici interinali sarebbero potute passare ad assunzione diretta a tempo indeterminato». —
Adriano Arati
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