Gazzetta di Reggio

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CASTELNOVO MONTI 

Le Cicogne: «Siamo stanche del rimpallo Roma-Regione»

Spadoni: «Come M5S ho  firmato l’appello dei comitati per  la riapertura del punto nascite Ma Pd e giunta regionale negano risorse per sostenere la deroga» 

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CASTELNOVO MONTI. Si apre un fronte in qualche modo polemico – dopo quello con la Regione – anche tra il comitato “Salviamo le Cicogne” e le esponenti M5S Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, e la deputata Stefania Ascari, dopo che la segreteria del ministero della Salute ha rinviato l’incontro con il comitato, annunciato da tempo, che doveva tenersi mercoledì. Ad incontrare il comitato sono state proprio le due pentastellate.

Afferma una nota delle Cicogne: «Come semplici cittadini, donne, gente della montagna, persone semplici che esprimono il voto ma non appartengono ai partiti, proviamo grande delusione nell’assistere ad uno spregiudicato scaricabarile sull’azione da intraprendere per riaprire il punto nascita di Castelnovo e gli altri dell’Appennino. Uno scaricabarile che si consuma sulla pelle di donne e bambini che, ancora oggi, sono stati partoriti lungo la strada, senza ginecologo, ostetrica, strumenti dedicati, condannati dai criteri di sicurezza imposti da Venturi e Bonaccini. Uno scaricabarile doppio: la Regione dice che se non cambiano i parametri dell’accordo Stato-Regioni del 2010 non c’è motivo di ripetere una richiesta di deroga. Campa cavallo che l’erba cresce. Il M5S si presenta al ministero della Sanità al posto nostro, e noi rimandati a data da destinarsi, e ci fan sapere che il ministero non farà nulla se non arriva richiesta della Regione. Però informano che loro sono attivi e lavorano per riaprire i punti nascite. Come? Immaginiamo con interrogazioni alla Regione, ma niente verso il governo del cambiamento».

Concludono le Cicogne: «Noi non sappiamo se la posizione del ministero è questa riportata dai 5 Stelle, ma se così fosse è meglio saperlo prima di imbarcarci in un viaggio per Roma solo per sentirci dire che loro non possono fare niente. Di frustrazioni e senso di impotenza ne abbiamo già subito abbastanza, grazie. Non ci piace essere al centro di una prova di forza e di un calcolo politico dall’obiettivo elettorale. Ci interessa chi fa qualcosa per riaprire, chi trova la soluzione, anziché complicare le cose. Per questo motivo noi manteniamo assoluta indipendenza dalle forze politiche».

Un intervento al quale segue una nota della stessa Spadoni: «A giugno 2018 ho sottoscritto, come Movimento 5 Stelle, un appello dei comitati che lottano per la riapertura del punto nascite. Ho poi inviato una lettera al presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, in cui chiedevo di adottare tutti gli strumenti possibili per la riapertura dei punti nascita. Nel mentre, in Regione ci siamo attivati per denunciare errori formali contenuti nella prima richiesta di deroga, l’utilizzo di dati incompleti, che non tenevano conto del nuovo assetto sanitario creato dalla fusione tra Ausl e Santa Maria Nuova, comprensiva del ruolo del punto nascite di Castelnovo integrato con quello dell’ospedale di Reggio. Mercoledì ho avuto l’incontro al ministero, e nello stesso giorno il Partito democratico e la giunta regionale hanno bocciato la richiesta, da parte di Raffaella Sensoli e Silvia Piccinini, di mettere a disposizione già nel bilancio 2019 le risorse necessarie per poter sostenere le nuove richieste di deroga, per l’adeguamento della sicurezza, dell’innovazione tecnologica e del carico occupazionale per la riapertura dei punti nascita chiusi in questi anni. Ho tutta l’intenzione di portare avanti le istanze, che trovo giuste e condivisibili, dei comitati che chiedono la riapertura del servizio». —

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