Rapina alle Poste di Sant'Ilario, torna in manette il Lupin delle opere d'arte
Il nuovo arresto è avvenuto ad opera della Squadra Mobile: deve scontare una pena definitiva a un anno e sei mesi di reclusione per un colpo del 2010
REGGIO EMILIA. Nuovo arresto per il 73enne Ivano Scianti, considerato uno degli storici rappresentanti della criminalità reggiana specializzata in rapine e furti eclatanti. Il nuovo arresto è avvenuto ad opera della Squadra Mobile: deve scontare una pena definitiva a un anno e sei mesi di reclusione per una rapina consumata nel 2010, a Sant’Ilario, nell'ufficio postale.
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Scianti aveva commesso la rapina a Sant’Ilario insieme al suo complice Marco Sassi, anch’egli ultrasessantenne. Sassi era già stato arrestato dagli uomini della Mobile per una impressionante serie di rapine consumate a Reggio Emilia, quando a finire in manette era stata quella che venne ribattezzata la "gang dei nonni", accusata di sei rapine in tre mesi avvenute in città.
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Quanto a Scianti, oltre 30 anni fa è stata la mente del clamoroso colpo al museo di Belle Arti di Budapest, in cui vennero arraffati sette capolavori di scuola italiana firmati nientemeno che da Raffaello, Giorgione, Tintoretto, Giambattista e Giandomenico Tiepolo.
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