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Dopo la vittoria a Hong Kong 

Una serata per Erik il re del bowling

Roberto Fontanili
Una serata per Erik il re del bowling

Il campione del mondo festeggiato con Nicola Pongolini «Vorremmo andare negli Usa... ma abbiamo finito le ferie» 

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Ieri sera a Erik Davolio non è riuscito nemmeno uno strike. Strano. Lui che non sbaglia quasi mai un tiro e che solo venti gironi fa a Hong Kong ai campionati mondiali assieme ai suoi compagni della nazionale italiana di bowling ha messo sotto tutto e tutti. Contro ogni pronostico in finale, assieme agli altri cinque atleti della nazionale azzurra, ha sconfitto i campioni uscenti degli Stati Uniti. Battere gli Usa dove questa disciplina è nata e dove si svolgono i tornei più importanti è stato un risultato che pareva impossibile ed è proprio lì che Erik e il suo compagno in azzurro Nicola Pongolini sperano di andare presto per disputare qualche gara con i più forti giocatori del mondo.

Il ritorno a casa

«Non abbiamo mai avuto paura ed eravamo consapevoli dei nostri mezzi», dicono adesso con la sfrontata goliardia di chi è diventato campione del mondo a vent’anni. E l’hanno ripetuto anche mercoledì sera agli amici che si sono dati appuntamento al Bowling Central Perk di Chiozza di Scandiano per festeggiare insieme lo storico e inatteso risultato. Proprio su una delle sedici piste dell’impianto scandianese ogni settimana Erik e Nicola si ritrovano per un allenamento e una partita ed è da lì che hanno preso il volo per la nazionale. Mercoledì sera ad attenderli oltre ai tifosi - amici del fan club, c’erano il suo primo allenatore e i dirigenti della società sportiva “Athena Team” dove Erik ha mosso i primi passi e a farla da padrone sono stati scherzi, battute, abbracci.

La festa

Dopo aver indossato una maglietta con la scritta “Io sono campione del mondo” e la foto della Nazionale i campioni si sono lasciati coccolare e hanno raccontato la loro splendida avventura con alcune tifose che dallo smartphone rileggevano tutti i messaggi scambiati nella notte del 4 dicembre con Erik e che resteranno per sempre nella memoria telefonica e non solo. «Abbiamo capito dopo la semifinale con il Canada che potevamo farcela, ma restava l’ostacolo dei campioni del mondo» ha detto Erik rivolgendo agli amici l’invito a «continuare a giocare a questo sport». Per poi tornare a concentrarsi sul nuovo traguardo. «Ora ci prepariamo per gli Europei di giugno a Monaco puntando a fare bene. Poi vedremo. Ma se il bowling diventa un lavoro – dicono all’unisono – si rischia di perdere il gusto del divertimento».

Il futuro

E anche il viaggio negli Usa, il sogno più grande, rischia di allontanarsi e di restare tale. Perché per disputare i Mondiali i due campioni si sono mangiati le ferie. Erik di anni ne ha 22 e fa il fornaio nel forno gestito dalla mamma a San Maurizio, Nicola che risiede a Salsomaggiore e fa il metalmeccanico di anni ne ha 24: assieme a loro in Nazionale c’erano uno studente, un operaio, un negoziante, mentre il commissario tecnico Massimo Brondolini lavora in banca. «In Italia con questo sport non si tira avanti e per stare a certi livelli occorre fare sacrifici. Siamo dei dilettanti, seppur con qualche sponsor», dicono. «Mi alleno tre o quattro volte la settimana e oltre a Scandiano devo andare a Milano dove gareggio con la maglia Cobra Bowling. E diventa dura», conclude Erik. Ma diventare campioni del mondo non capita a tutti e Erik e Nicola lo sanno bene. —



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