Una serata per Erik il re del bowling
Il campione del mondo festeggiato con Nicola Pongolini «Vorremmo andare negli Usa... ma abbiamo finito le ferie»
Ieri sera a Erik Davolio non è riuscito nemmeno uno strike. Strano. Lui che non sbaglia quasi mai un tiro e che solo venti gironi fa a Hong Kong ai campionati mondiali assieme ai suoi compagni della nazionale italiana di bowling ha messo sotto tutto e tutti. Contro ogni pronostico in finale, assieme agli altri cinque atleti della nazionale azzurra, ha sconfitto i campioni uscenti degli Stati Uniti. Battere gli Usa dove questa disciplina è nata e dove si svolgono i tornei più importanti è stato un risultato che pareva impossibile ed è proprio lì che Erik e il suo compagno in azzurro Nicola Pongolini sperano di andare presto per disputare qualche gara con i più forti giocatori del mondo.
Il ritorno a casa
«Non abbiamo mai avuto paura ed eravamo consapevoli dei nostri mezzi», dicono adesso con la sfrontata goliardia di chi è diventato campione del mondo a vent’anni. E l’hanno ripetuto anche mercoledì sera agli amici che si sono dati appuntamento al Bowling Central Perk di Chiozza di Scandiano per festeggiare insieme lo storico e inatteso risultato. Proprio su una delle sedici piste dell’impianto scandianese ogni settimana Erik e Nicola si ritrovano per un allenamento e una partita ed è da lì che hanno preso il volo per la nazionale. Mercoledì sera ad attenderli oltre ai tifosi - amici del fan club, c’erano il suo primo allenatore e i dirigenti della società sportiva “Athena Team” dove Erik ha mosso i primi passi e a farla da padrone sono stati scherzi, battute, abbracci.
La festa
Dopo aver indossato una maglietta con la scritta “Io sono campione del mondo” e la foto della Nazionale i campioni si sono lasciati coccolare e hanno raccontato la loro splendida avventura con alcune tifose che dallo smartphone rileggevano tutti i messaggi scambiati nella notte del 4 dicembre con Erik e che resteranno per sempre nella memoria telefonica e non solo. «Abbiamo capito dopo la semifinale con il Canada che potevamo farcela, ma restava l’ostacolo dei campioni del mondo» ha detto Erik rivolgendo agli amici l’invito a «continuare a giocare a questo sport». Per poi tornare a concentrarsi sul nuovo traguardo. «Ora ci prepariamo per gli Europei di giugno a Monaco puntando a fare bene. Poi vedremo. Ma se il bowling diventa un lavoro – dicono all’unisono – si rischia di perdere il gusto del divertimento».
Il futuro
E anche il viaggio negli Usa, il sogno più grande, rischia di allontanarsi e di restare tale. Perché per disputare i Mondiali i due campioni si sono mangiati le ferie. Erik di anni ne ha 22 e fa il fornaio nel forno gestito dalla mamma a San Maurizio, Nicola che risiede a Salsomaggiore e fa il metalmeccanico di anni ne ha 24: assieme a loro in Nazionale c’erano uno studente, un operaio, un negoziante, mentre il commissario tecnico Massimo Brondolini lavora in banca. «In Italia con questo sport non si tira avanti e per stare a certi livelli occorre fare sacrifici. Siamo dei dilettanti, seppur con qualche sponsor», dicono. «Mi alleno tre o quattro volte la settimana e oltre a Scandiano devo andare a Milano dove gareggio con la maglia Cobra Bowling. E diventa dura», conclude Erik. Ma diventare campioni del mondo non capita a tutti e Erik e Nicola lo sanno bene. —
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