Violenza sessuale su una bimba di 6 anni, si aspetta la perizia
REGGIO EMILIA. Inizierà il 6 febbraio, davanti a un tribunale collegiale in ordinario, il processo per violenza sessuale aggravata (l’aggravante è costruita dall’età della vittima, una bambina di 6 anni) a carico di un bosniaco di 63 anni. Nel settembre scorso la Squadra Mobile ha scoperchiato i presunti abusi sulla bambina, da parte dell’ex compagno della nonna andato a vivere con la famiglia del figliastro in via Emilia Ospizio. Finché nell’agosto scorso la bambina si è confidata con i genitori, parlando di palpeggianti che il “nonno” pretendeva quando erano soli in casa e soprattutto di notte: «Il nonno entra nella mia stanza di notte, mi sveglia, mi bacia le parti intime e si fa toccare lì». Il 63enne ha sempre negato con forza e da allora è detenuto a Piacenza. Ieri l’avvocato difensore Federica Ghesini, dello studio Della Capanna, ha presentato la richiesta di rito abbreviato condizionato all’espletamento di una integrazione probatoria: una perizia psicodiagnostica per valutare la capacità di testimoniare da parte della minore. Il pm Maria Rita Pantani e l’avvocato Liborio Cataliotti, che rappresenta vittima e genitori costituitisi parte civile, si sono opposti. Il Gip Giovanni Ghini ha rigettato la richiesta e a quel punto la difesa, ritenendo che «senza la perizia non ci siano le condizioni per il rito abbreviato» ha dichiarato di voler dimostrare l’innocenza dell’imputato in ordinario. —
AM.P.
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