«Ben venga il Mire ma porterà a chiudere tutti i punti nascita»
CASTELNOVO MONTI. «Il permanente scaricabarile tra ministero della Salute e Regione sulla questione del punto nascite di Castelnovo Monti è l’ennesima conferma che si stanno prendendo per i fondelli le/i cittadine/i della montagna reggiana e non solo». Lo afferma la federazione provinciale Sgb (Sindacato generale di base).
«Da una parte il governo gialloverde incapace, al momento, di rivedere, pur avendone potere e facoltà, l’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 che stabilisce la chiusura di quelle strutture con volumi di attività inferiori a 500 parti l’anno. Dall’altra la Regione Emilia Romagna, particolarmente svogliata nel voler recepire le istanze dei comitati cittadini e, soprattutto, i dettati del decreto ministeriale 11 novembre 2015 che prevedono la possibilità di formulare richieste per mantenere in attività punti nascita con meno di 500 parti l’anno in condizioni orograficamente difficili».
«Nel frattempo al teatro Valli – prosegue Sgb – l’Ausl di Reggio-Irccs, alla presenza del presidente della Regione, ha annunciato che il Mire (Maternità infanzia Reggio Emilia) sarà realizzato entro il 2024, che la gara di appalto sarà realizzata nel 2019 e che i lavori prenderanno il via entro il 2020. E proprio sul Mire sono state convogliate e si stanno convogliando buona parte delle risorse, a discapito dei punti nascita periferici e di quelle strutture materno-infantile che hanno già cessato l’attività o che la potranno cessare in futuro, basti pensare alla minaccia di chiusura che incombe sul punto nascita dell’ospedale Magati di Scandiano. Francamente, sulla questione della chiusura dei punti nascita, non si intravvede alcuna volontà da parte della politica e delle istituzioni di voler percorre strade diverse; anzi, l’impressione è che in futuro il Mire, visti i grossi investimenti, per funzionare e far quadrare i bilanci, dovrà necessariamente inglobare tutti i punti nascita presenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia, che saranno destinati inevitabilmente alla chiusura».
«Ben venga il Mire – aferma il Sindacato generale di base – purché, contemporaneamente, vi sia la stessa attenzione e lo stesso impiego di risorse per mantenere attivi i servizi sul territorio. Come Sgb siamo convinti che, di fronte all’ottusità della politica e delle istituzioni, solo la lotta può essere appagante. Per questo abbiamo sempre dato battaglia e continueremo a farlo anche in futuro, con scioperi generali e manifestazioni a tutela del diritto alla salute per tutte/i, in difesa della sanità pubblica, contro la minaccia delle privatizzazioni, contro le politiche di tagli alla sanità e contro lo smembramento o il depotenziamento dei servizi e delle strutture sanitarie».
«Di fronte allo scaricabarile, che reitera la presa in giro sul punto nascite di Castelnovo Monti, siamo consapevoli che solo con la determinazione e la fermezza delle popolazioni dell’Appennino, espresse attraverso i canali legittimi delle manifestazioni di piazza, dei cortei, degli scioperi e dei presidi permanenti a tutela del diritto alla salute, si possa vincere la lotta per la riapertura e in difesa della struttura», conclude il sindacato. —
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