È ancora braccio di ferro per piazza del Cristo
REGGIO EMILIA. I contestatori del riassetto di piazza del Cristo non s’accontentano delle modifiche apportate al progetto con la salvaguardia delle alberature di tasso e lagerstroemia. Le loro lamentele le hanno ripetute venerdì nell’incontro del loro raggruppamento, battezzato “Salviamo piazza del Cristo”, con il sindaco Luca Vecchi, il dirigente Massimo Magnani che dirige il cantiere, la presidente di Fcr, Annalisa Rabitti, Leris Fantini del Criba (centro regionale di informazione sulle barriere architettoniche) e i progettisti Roberta Casarini e Andrea Rinaldi.
A loro avviso l’amministrazione si è defilata durante le tre ore del confronto, lasciando spazio agli architetti per la difesa del loro progetto. «Questo atteggiamento – accusa il gruppo promotore della protesta – ha impedito il necessario approfondimento delle responsabilità oggettive della committenza compromettendo l’esito della discussione». La contestazione si appunta sull’agibilità della piazza all’intenso traffico veicolare, ai ciclisti e ai disabili, oltre che sulle spigolosità contrastanti con le linee sinuose dello sfondo architettonico barocco. «Ogni giorno – spiega il gruppo – vi transitano 12 mila automezzi che nelle simulazioni grafiche (rendering) sono diventati magicamente invisibili; programmare il rallentamento a passo d’uomo di 12 mila automobili, scooter e autobus non significa ridurli di numero ma intasare e inquinare. L’amministrazione immagina di rendere sicura una piazza colmandola di barriere e percorsi obbligati, di fatto rendendola invalicabile se non alle estremità». Il progetto secondo i protestatari è stato sottoposto alle associazioni dei disabili solo dopo la sua approvazione, e prevede percorsi guidati solo parziali per gli ipovedenti. Chi, poi, si muove su una carrozzina si troverebbe ad attraversare «una piazza disseminata di piani inclinati la cui, pare variabile, altezza massima sarà chiara solo a fine lavori». Né sono previsti percorsi preferenziali per le biciclette. Sotto il profilo estetico vengono criticati «la vasca di 27 metri per 6 davanti alla chiesa, i cordolini bianchi di alluminio e resina, i marciapiedi inclinati a fantasia, le sedute a confetto e i lecci a pergola». Infine una promessa: «Non abbiamo intenzione di starcene buoni a lungo sul destino di queste piazze e siamo pronti a vigilare sulle future azioni dell'amministrazione». —
L.S.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google