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Hanno perso i genitori nell’incendio trovata una casa per Kamal e Ayman

Ambra Prati
Hanno perso i genitori nell’incendio trovata una casa per Kamal e Ayman

L’abitazione è stata messa a disposizione da Acer: i due ragazzi di 21 e 17 anni andranno ad abitare lì con la nonna 

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REGGIO EMILIA. «Ci sono cose che si fanno non solo perché è giusto e necessario farle, si fanno perché è il cuore che ti spinge a farlo. A Kamal ed Ayman avevo promesso che ci saremmo presi cura di loro e primariamente gli avremmo trovato un alloggio. Da oggi hanno un alloggio (ringrazio Acer). Questa è stata la cosa più bella della giornata». Il post su Facebook è stato scritto ieri dal sindaco, Luca Vecchi, che ha annunciato sui social una good news dal sapore natalizio: il Comune di Reggio Emilia, insieme ad Acer, ha trovato un’abitazione per Kamal ed Ayman Bahik, i due ragazzi di 21 e 17 anni che hanno perso i genitori nel maxi incendio scoppiato nella notte fra il 9 e il 10 dicembre scorso in via Turri 33.

LA TRAGEDIA

Nella tragedia sono morti entrambi i genitori: Mohammed Bahik, 57 anni, e Malika Ouatach, 54, erano stati ritrovati su un pianerottolo, senza vita, dai vigili del fuoco, rientrati due volte per cercarli dopo che un gruppo di amici li aveva dati per dispersi. Da giovedì Acer ha messo a disposizione un alloggio per gli orfani; le chiavi non sono state consegnate perché i giovani in questi giorni si trovano in Marocco, per ultimare le pratiche burocratiche legate al funerale dei genitori, che si è svolto nel Paese d’origine dopo una veglia di preghiera in moschea a Reggio Emilia.

La casa popolare assegnata ai giovani si trova nella zona est di Reggio, non lontano da via Turri ma in un contesto migliore per il minore, lo studente dell’Istituto Motti Ayman seguito dai Servizi sociali, e il maggiore, che lavora come apprendista metalmeccanico.

Entrambi andranno a vivere con la nonna, come da loro richiesto; la nonna è stata per loro un punto di riferimento in passato perché li custodiva da piccoli quando i genitori erano al lavoro, esiste un legame stretto che si potrà consolidare nella convivenza futura.

Gli incontri

Il sindaco Vecchi, che ha partecipato anche alla veglia funebre per le vittime, ha incontrato gli orfani tre volte. «La prima volta in ospedale il giorno dopo l’incendio, la seconda appena sono stati dimessi e infine si è svolto un terzo incontro in municipio, con zie e parenti stretti – ha dichiarato il primo cittadino – Ovvio che il loro appartamento non sia agibile in questo momento, come non lo è per le altre famiglie, ma loro avevano un problema in più: poter disporre di un alloggio dove vivere con la nonna senza gravare sulla zia, che chiederà l’affido del minorenne. I ragazzi hanno espresso il desiderio di una residenza autonoma e, avendo i requisiti (sono orfani e c’è un minore senza un tetto), siamo stati molto tempestivi, trovando una soluzione con Acer in una zona migliore della città. Siamo contenti di aver potuto far fronte a questo bisogno». —

Ambra Prati

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