Gazzetta di Reggio

Reggio

Verso il proscioglimento il padre accusato di violenze

Ambra Prati

ZONA CERAMICHE, la figlia: «Non mi ha mai fatto del male» 

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Nel corso dell’incidente probatorio in audizione protetta, la bambina di 7 anni ha scagionato il padre 44enne, sospettato di aver abusato della figlia per 3 anni, dai 3 ai 6 anni. Una storia di presunta infanzia violata che, dopo questo esito, pare destinata all’archiviazione. Tutto è iniziato con un disegno, schizzato dalla bambina alla scuola materna. Non paesaggi e casette, ma la sagoma di una bimba e di un uomo grande, una figura maschile che tocca la piccola. L’insegnante che se lo è trovata per le mani si è insospettita e ha interpellato i servizi sociali. È intervenuta la psicologa che, comunicando con la piccola, è riuscita a ricostruire chi fosse la figura maschile presente in quel disegno: il papà. I due, tra l’altro, passavano molte ore insieme perché i turni diversi di lavoro dei genitori facevano sì che, di pomeriggio, spesso fosse proprio l’uomo ad occuparsi della figlia, mentre la mamma era al lavoro.

L’inchiesta, approdata sul tavolo del sostituto procuratore Maria Rita Pantani, si è arricchita di un certificato medico che ha riscontrato lesioni compatibili con una violenza sessuale ripetuta nel tempo. La bambina, nell’aprile scorso, è stata allontanata dall’ambiente domestico e trasferita in una casa-famiglia. Un provvedimento contro il quale sono insorti i genitori, e in particolar modo la madre, che non ha creduto alla terribile accusa e che si è detta convinta che tra padre e figlia ci siano rapporti normalissimi.

Ieri si è svolto l’incidente probatorio in audizione protetta alla presenza del pm Maria Rita Pantani, dell’avvocato Luca Mistrorigo, che rappresenta la persona offesa su incarico del Comune curatore speciale (in vista della eventuale costituzione di parte civile) e della psicologa incaricata di valutare l’attendibilità e la capacità di rendere testimonianza della minore. La bambina è stata sottoposta a una serie di domande, il più possibile delicate e caute, da parte della consulente e del gup Cristina Beretti.

In una seduta durata un’ora e mezza, la piccola ha fornito una versione completamente diversa dal quadro prospettato: ha affermato di voler bene al papà e che il genitore non l’ha mai toccata, né le ha fatto del male. La prossima udienza è stata fissata per il 4 marzo 2019, per dare il tempo alla psicologa di depositare la sua relazione e alle parti di prenderne atto. Occorrerà attendere quella data per l’ulteriore passo processuale, ma è chiaro che, in mancanza della conferma della vittima, il caso si avvia verso un binario morto.

«Il padre ha sempre negato ogni addebito, e l’esito dell’incidente probatorio ci ha dato ragione – commenta Ernesto D’Andrea, l’avvocato difensore dell’uomo, che si trova in libertà –. A nostro avviso la bambina è credibile, e nella prossima udienza chiederò il proscioglimento del mio assistito».

«La vicenda, troppo delicata per esprimersi, è ancora in fase di accertamento – afferma il legale della minore, Mistrorigo –. Ho completa fiducia in quello che farà il pm titolare dell’indagine». —



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