Gazzetta di Reggio

Reggio

scene da film 

Feroci minacce a un passante «Non guardarmi, t’ammazzo»

Am.P.

Un giovane reggiano rapinato  del cellulare mentre  faceva un prelievo allo sportello bancomat

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REGGIO EMILIA. «Quando mi sono girato perché qualcuno mi aveva sfilato il cellulare da dietro, quell’uomo ha urlato due volte: “Non mi guardare o ti ammazzo”». Tra i numerosi atti dell’arrestato c’è una rapina impropria ai danni di un giovane reggiano, che prima delle 18 si trovava in fila davanti allo sportello Unicredit a fianco del bar. «Quando si dice essere nel posto sbagliato al momento sbagliato… Ero diretto in centro a comprare regali di Natale e potevo benissimo fare bancomat altrove, ma siccome abito poco distante ho deciso all’ultimo minuto di andare a prelevare a piedi. Avevo una ragazza davanti, ho aspettato ascoltando la musica dal cellulare con gli auricolari». L’attenzione del ragazzo è stata attirata da due giovani, intenti a rincorrersi a piedi. «Un ragazzo mingherlino con un cappello scappava e urlava “aiuto, aiuto”, inseguito da un altro. Ho pensato ad un diverbio e non mi sono mosso». Il giovane ha appena abbassato lo sguardo, quando il brano musicale si è interrotto bruscamente. «Qualcuno alle mie spalle mi ha strappato il cellulare. Mi sono girato e d’istinto ho afferrato il polso dello sconosciuto, chiedendogli cosa stesse facendo e dicendogli di ridarmi il telefonino». L’antagonista per tutta risposta lo ha minacciato di morte e il rapinato si è fatto più conciliante: «Guarda ti pago, basta che mi lasci il telefonino».

«L’ho visto in faccia, perciò temo per la mia incolumità: alto circa 1.80, capelli corti, robusto, pareva un armadio. Puzzava di alcol». In quei pochi secondi il giovane non aveva ancora capito cosa stesse accadendo. «Quando più persone nel parcheggio hanno gridato “state attenti, ha un coltello in mano” e “venite dentro, tutti dentro al bar” mi sono spaventato, ho mollato il cellulare e sono corso dentro il locale, come stavano facendo altri». Lo sconosciuto ha lanciato il telefonino per terra e lo smartphone, uno Huawei, è stato poi raccolto da un passante che lo ha restituito alla vittima. «Quando sono scappato quell’uomo prima si è diretto verso il locale inseguendomi, prendendosela stavolta con i tavolini che lanciava. Poi lo sconosciuto è salito in auto, ha iniziato a girare in tondo nel parcheggio, infine si è diretto verso la chiesa e lo abbiamo perso di vista». Il ragazzo è incolume: «Nel bar pensavano che io lo conoscessi. Dietro la vetrata ho visto scene da film e posso affermare che quel tizio voleva fare del male di proposito: qualsiasi cosa o persona si muovesse lui ci andava addosso». Ha assistito anche agli speronamenti nel parcheggio. «Una donna alla guida è stata colpita finché la sua macchina non è andata a sbattere contro la fiancata di uno stabile, con lei rimasta intrappolata. Quando la Lancia si è allontanata la signora si è fiondata dentro al bar, in lacrime. Poi quel signore alla guida della Punto che si gettava dall’abitacolo. Ripeto: scene da film». —

Am.P.

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