Il terrore tra i commercianti «Sembrava un kamikaze»
Il titolare della Rossi Timbri «Una persona pericolosissima che non aveva timore di morire» Paura anche al Green Lemon «Tutti si rifugiavano qui»
REGGIO EMILIA. «Quella persona era pericolosissima. Non solo non ha esitato a investire chiunque gli capitava a tiro, ma lui stesso non aveva paura di morire perché si lanciava in auto a folle velocità come un kamikaze». Matteo Ferretti, 49 anni, titolare della Rossi Timbri situata tra l’Admiral e il bar Green Lemon, ha sottolineato il rischio corso: «Da Junior’s era in corso una festa per bimbi: una bambina è corsa dentro il nostro negozio in lacrime, seguita da altra gente che ci ha chiesto di sbarrare le porte dall’interno».
«Era pienissimo di gente. Quando si è scatenato il panico, c’è stato un fuggi fuggi generale: tutti i passanti terrorizzati cercavano di rifugiati all’interno dei negozi o delle macchine», affermano dal bar Green Lemon, da dove è partita una delle prime chiamate di intervento al 113, seguita da una marea di altre richieste d’aiuto.
Quel venerdì, ultimo giorno lavorativo prima del ponte natalizio, la zona era molto affollata. C’era chi era intento ad acquistare al Toys e in altre attività commerciali, chi si era recato alla palestra vicina, chi stava facendo l’aperitivo.
«Nella distesa c’era un gruppo di otto giovani più altri clienti, che si sono riparati dentro – spiegano dal bar – Doveva avere le mani sanguinanti, a forza di sferrare pugni a paletti e carrozzerie prima di mettersi al volante». Un altro negoziante ha sottolineato come che la vicinanza con l’Admiral, teatro in passato di una rapina violenta, sia fonte di disagio. «Mi auguro che la sala Vlt arrivi a chiudere. Non è piacevole avere certe persone che girano qui in zona». —
Am.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
