Botte e minacce alla mamma un 44enne torna in carcere
L’uomo condannato a un anno e 4 mesi per fatti del 2012 e 2013 Ora la sentenza è diventata esecutiva, i carabinieri l’hanno portato in prigione
CORREGGIO. Sputi, offese e botte alla mamma. Maltratamenti che andavano avanti da anni. Per questo un uomo di 44 anni, è stato condannato dal tribunale a un anni e 4 mesi di reclusione. L’uomo, reggiano, era stato arrestato per questi fatti, risalenti al periodo tra il 2012 e il 2013, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La sentenza ha portato il figlio violento di nuovo in carcere. Alla condanna andranno sottratti i 5 giorni di detenzione cautelare (dal 14 al 18 aprile 2013) già scontati quando era stato arrestato la prima volta dai carabinieri di Correggio che, intervenuti nell’abitazione della donna, lo avevano colto in flagranza di reato.
Dalle indagini e durante il processo è emerso che l’uomo per anni ha maltratto la mamma, con la quale conviveva, con continue vessazioni psicologiche e fisiche.
In particolare, il figlio si lasciava andare ad eccessi di ira durante i quali perdeva la testa offendendo la donna e sputandole in faccia, fino ad arrivare a picchiarla, tanto da farla finire in ospedale.
Il momento più buio per l’anziana è stata quando, esasperata, ha trovato la forza e di denunciare tutto ai carabinieri, e suo figlio se ne è accorto.
L’uomo, dopo il fallimento del suo matrimonio, è tornato a convivere con la mamma. I primi tre anni sono trascorsi seranamente, ma poi l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della mamma ha cominciato a cambiare. Quando la donna, una 65enne reggiana, ha espresso il desiderio di voler vedere sistemato il figlio, lui è andato su tutte le furie e sono iniziate le violenze.
Sputi, offese e minacce di ogni genere erano diventate una consuetudine per la donna, il cui figlio non esitava a lanciarle addosso oggetti, perfino le scarpe da lavoro pesanti che l’uomo utilizzava e che in un’occasione hanno colpito la donna in faccia, lacerandole le labbra. La situazione familiare, se possibile, è ulteriormente peggiorata dopo la denuncia: sono iniziate minacce di morte e percosse. In una occasione l’uomo l’ha colpito con un pugno in faccia, trascinandola poi per i cappelli sino all’ingresso dell’abitazione.
I fatti risalgono agli anni 2012 e 2013 (periodo nel quale l’uomo era già stato arrestato dai carabinieri, appunto) e per i quali l’uomo è stato condannato dal tribunale a un anni e 4 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
La sentenza è diventata esecutiva e i carabinieri della stazione di Correggio, che all’epoca avevano condotto le indagini e nel cui territorio l’uomo risiede, hanno arrestato l’uomo, che, al termine delle formalità di rito, è stato condotto in carcere per espiare la pena. —
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