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Follia in auto, parla la mamma dell’arrestato: «Chiedo scusa per mio figlio Daniel, non è un killer»

Miriam Figliuolo
Follia in auto, parla la mamma dell’arrestato: «Chiedo scusa per mio figlio Daniel, non è un killer»

Parla Anna Zanettino, mamma del 30enne Bordes che oggi comparirà in tribunale: «Ha tanti amici, saranno tutti in aula»

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REGGIO EMILIA. «Chiedo umilmente scusa. Siamo tutti sconvolti per quanto ha fatto mio figlio. Non è da lui. Siamo convinti che sia successo qualcosa che lo ha provocato e vorremmo capire cosa».

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A parlare è Anna Zanettino, 49 anni, casalinga e mamma di Daniel Bordes, il 30enne autore del venerdì sera di follia in via Daniele Da Torricella, vicino alla sala giochi Admiral. Bordes è in carcere in attesa dell’udienza che si svolgerà stamane, assistito dall’avvocato Ernesto De Andrea. Il legale già lo rappresenta per gli altri precedenti (droga, reati contro la persona e possesso di un coltello) per i quali è in attesa di giudizio. «Daniel ha sbagliato – dice la madre – ed è giusto che paghi».

È una sfilza di reati quella contestata a Bordes: dalla rapina, alla tentata rapina, dalle lesioni personali dolose e aggravate, alla resistenza e al danneggiamento, senza contare la guida in stato di ebbrezze e sostanze stupefacenti – contestatagli comunque dal momento che non si è voluto sottoporre ai test – e senza patente – scaduta dal 2016 – e omissione di soccorso.

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Che idea si è fatta di quello che è successo venerdì?

«Sono state dette tante cose, anche sui social. Ma Daniel non è un killer. E noi siamo brava gente: non c’entrano nulla le mie parentele. Con certa parte della mia famiglia ho tagliato i ponti. Certo non giustifico quello che ha fatto. Mi sento male per tutte le persone coinvolte e chiedo scusa. Non tutte le mamme lo farebbero. Ma c’è stato qualcosa... È successo qualcosa dentro la sala giochi che lo ha provocato e che vorremmo capire. Chiediamo che vengano visionate le immagini delle telecamere interne all’Admiral».

Cosa pensate di trovare in queste immagini?

«Qualcuno parla di un litigio. Non so. Daniel inoltre non è abituato a bere. Alcol e, forse, droga gli sono stati somministrati all’interno della sala».

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I testimoni dicono che è entrato già ubriaco e alterato.

«Io lo avevo sentito poco prima ed era tranquillo, sano».

A che ora?

«Erano circa le 16.30. Mi ha chiesto: “Sei a casa?”. Gli ho risposto di sì e gli ho chiesto se era tutto a posto. Mi ha detto di sì e mi ha salutato».

E basta? L’ingresso di Daniel all’Admiral però è avvenuto alle 18.

«Si ma Daniel poteva già essere lì fuori, e in quella sala giochi, lo sappiamo, la brava gente non ci va».

Eppure suo figlio la frequenta.

«Non ne penso certo bene».

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Dopo le 16.30 non lo ha più sentito?

«No. A dire la verità mi era sembrato un po’ triste e questo mi ha preoccupato. Anche perché era fuori dalla mattina e non è da lui stare via tanto. Ho cominciato a cercarlo chiedendo aiuto agli amici e a mia figlia, la sorella di Daniel. Ma lui non ha più risposto al telefono».

È da molto che Daniel frequenta la sala giochi?

«Da qualche tempo. So che ci va spesso perché conosce i proprietari. Io l’ho scoperto per caso qualche tempo fa quando hanno chiamato a casa per dire a Daniel che aveva vinto una schedina. Io non me ne intendo. So solo che quella volta Daniel non ha potuta ritirare la vincita, circa 700 euro, per un errore dei gestori che hanno scritto male la sua data di nascita. Una cosa che è sembrata strana anche a me».

Pensa che questo possa avere un nesso con quanto accaduto?

«Potrebbe. So solo che non è normale impazzire così. Siamo tutti sbalorditi per quanto ha fatto. Sono convinta che dentro la sala giochi sia successo qualcosa. Daniel non è abituato all’alcol e non si droga. Non è un persona violenta: in casa è un gioiello. Mai aggressivo e maleducato, sempre disponibile ad aiutare. E non lo dico io che sono la madre, ma tutti quelli che lo conoscono. Sono in tanti. Lunedì mattina (oggi, ndr) saranno tutti in aula in tribunale per il processo. Siamo una famiglia onesta, di lavoratori. E Daniel non è un delinquente abituale».

Ma ha una serie di precedenti penali a suo carico...

«Daniel è un bravo ragazzo, un lavoratore, aiuta il padre nella sua azienda di pulizie. Purtroppo è un debole, e ha avuto la sfortuna di trovarsi spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato...».

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