Gazzetta di Reggio

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via Turri 

I municipalisti di sinistra si scagliano contro Vecchi

Da “Reggio Emilia in Comune” «No alle tentazioni “ruspiste” e alla dottrina Minniti  Serve l’impegno a fornire un’utenza minima di gas»

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REGGIO EMILIA. Il pugno duro annunciato dal sindaco Luca Vecchi riguardo alla situazione degli alloggi in via Turri non è piaciuto all’ala dei municipalisti di sinistra di “Reggio Emilia in Comune”, che scrivono una lettera aperta contro «le tentazioni “ruspiste”» e «le esternazioni alla “Law&order”» espresse dal primo cittadino, che scaricano senza mezze parole: «Non intendiamo affatto seguire le velleità disperate di un sindaco privo di idee e in difficoltà elettorale».

«Caro signor sindaco la dottrina Minniti che non è servita né il 4 marzo a vincere le elezioni né a rinvigorire un partito distrutto, non Le servirà nemmeno in questo caso – scrivono –. Abbia la decenza di evitare questa tardiva e inutile rincorsa a destra, ma spenda parole di solidarietà ai suoi concittadini, costretti da ciniche logiche commerciali a vivere senza avere accesso a un servizio necessario come quello del riscaldamento in periodo invernale».

È Iren, «un mostro che agisce solo nella logica del proprio profitto», l’altro obiettivo della formazione. «Togliere il requisito di abitabilità alle torri di via Turri vuol dire togliere un tetto e mettere in strada decine di famiglie che, come dovrebbe sapere anche Lei, hanno già subito nel 2015 il distacco delle utenze per riscaldamento e acqua calda, da parte di Iren».

E ancora. «Il mercato immobiliare – e cioè i multiproprietari, che non vengono mai chiamati in causa, ma di cui tutti sanno i nomi! – è l'unico vero attore, in via Turri, che la fa sempre franca».

Secondo “Reggio Emilia in Comune” oggi le cose sarebbero ben diverse se l’amministrazione locale avesse lavorato perché fondi venissero investiti nell’acquisto di appartamenti di edilizia residenziale pubblica o destinati a progetti di utilità sociale per il quartiere.

Qualcosa di molto simile a quello che prima dell’era Vecchi si stava già facendo, dicono: «Fino a qualche anno fa, in quel quartiere si investiva in mediazione culturale e condominiale. Un lavoro di relazione che culminava con la bella festa 167Contatto! che coinvolgeva l’intero quartiere».

Oggi questo percorso non c’è più, e anzi «la battuta d’arresto è coincisa proprio con l’inizio del suo mandato».

Ora al «terreno fertile in cui prolifera il consenso spiccio, di cui si nutre la politica propagandista di leghisti ed estrema destra», contribuisce «anche Lei, con quest'ultima dichiarazione».

«Se proprio vuole rivolgere il Suo intervento verso un responsabile – esortano –, lo faccia verso Iren: si assuma l’impegno a fornire alle famiglie di via Turri almeno un’utenza minima garantita di gas, poiché compito di un sindaco è proteggere i suoi concittadini e non gli interessi di una maxiutility». —

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