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follia al Buco del Signore 

«C’era qualcosa di strano nelle due birre che ho bevuto»

T.S.
«C’era qualcosa di strano nelle due birre che ho bevuto»

Daniel Bordes, in aula, parla di un forte mal di testa e poi non ricorda più nulla Il giudice lo mette agli arresti domiciliari. Il pm verso l’accusa di tentato omicidio

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REGGIO EMILIA. Un racconto sconcertante dell’arrestato su quella che poteva trasformarsi – venerdì pomeriggio – in una strage in via Daniele Da Torricella, il giudice Dario De Luca che lo scarcera mettendolo agli arresti domiciliari dai genitori, il pm Valentina che pare intenzionata a far scattare la pesante accusa di tentato omicidio.

IN TRIBUNALE

È lo stringato resoconto di quanto accaduto in tribunale – la vigilia di Natale – nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto del 30enne Daniel Bordes. Fuori dall’aula, in apprensione, i genitori e diversi amici. Tutti in tensione e ancora sconvolti da quanto accaduto .

Difeso dal legale Ernesto D’Andrea, il trentenne ha risposto per circa mezz’ora alle domande del giudice, dando una sua chiave di lettura a quanto commesso: «Mentre giocavo al biliardo nella sala Admiral ho bevuto due birre, poi mi è venuto un fortissimo mal di testa. Da lì in avanti il buio, ricordo solo di essermi ritrovato in manette in questura. Non vorrei – rimarca Bordes – che qualcuno abbia messo qualcosa nella birra...». Insomma, fa balenare l’ipotesi della trappola, che sia stato drogato a sua insaputa, facendogli perdere la testa. Vero ? Falso? Lo diranno le indagini. Al pronto soccorso si è rifiutato di sottoporsi sia all’alcoltest, sia agli esami antidroga. Bordes dice anche in udienza di essere amico delle cassiere dell’Admiral, quindi non si dà una spiegazione del fatto che abbia cercato di arraffare i soldi dalle casse, prendendo di mira quelle donne, per rapinarle. Che lui fosse fuori di sè è comunque confermato dai poliziotti intervenuti, speronati da Daniel messosi alla guida di una Lancia Ypsilon intestata alla madre. E gli agenti che hanno pure rischiato grosso, solo dopo una colluttazione sono riusciti a bloccarlo. Per non parlare del terrore puro portato da quest’uomo a chiunque gli capitasse a tiro: ha rincorso un passante, strappato il cellulare ad un altro, lanciato i tavolini del Green Bar, poi in auto ha eseguito cerchi concentrici fuori e dentro il parcheggio giocando assurdamente a “centra il bersaglio”, speronando vetture e investendo pedoni.

LA BATTAGLIA LEGALE

Dopo la deposizione è iniziata – in aula – la battaglia legale sulle misure cautelari. Il pm Salvi ha presentato un’articolata richiesta di carcerazione, in cui si spiega che per come si sono delineati i fatti e per gli accertamenti ancora in corso, non è escluso che l’accusa di lesioni colpose gravi possa tramutarsi in tentato omicidio. Pericolosità sociale e precedenti penali sostengono le argomentazioni del magistrato titolare dell’inchiesta. «Siamo di fronte ad una vicenda gravissima – ha replicato l’avvocato D’Andrea – ma che non ha analogie nel passato del mio assistito, che ha precedenti penali ma di altro tipo. Siamo di fronte ad un fatto occasionale, da parte di una persona che non ha nemmeno coscienza di quanto commesso. Gli arresti domciliari sono sufficienti a contenere i comportamenti di Borges».

Valutazioni difensive condivise dal giudice De Luca, con la concessione degli arresti domiciliari. Al momento il 30enne è accusato di una sfilza di reati: rapina, lesioni gravi, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale ed altri reati stradali.

T.S.

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