Gazzetta di Reggio

Reggio

l’ex municipalizzata 

Grana sul derivato Unicredit è braccio di ferro con Agac

R.F.

Non si trova ancora l’accordo con Unicredit relativo al mutuo da 65,5 milioni su cui pesa il derivato  che “costa” 27 milioni

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REGGO EMILIA. I derivati in pancia a Iren Infrastrutture non sono solo un rischio per la società, ma per lo stesso bilancio del comune capoluogo.

A dirlo la relazione tecnica allegata alla delibera votata dal consiglio comunale il 17 dicembre scorso. Il Comune di Reggio non ha mai fatto ricorso a derivati, non altrettanto si può affermare per alcune delle sue partecipate. In particolare Agac Infrastrutture che nel frattempo ha avviato un arbitrato per ottenere la nullità del mutuo contratto con Unicredit nel 2005 per 27 milioni di euro e ancora in essere. Dalla relazione tecnica allegata alla delibera del 17 dicembre scorso, non si fa riferimento a cifre, ma viene invece sottolineato come la Società partecipata Agac Infrastrutture non rispetti il parametro dei dipendenti previsto dalle norme vigenti i quanto non ha alcun dipendente ma solo un amministratore unico.

Ma questo è solo il minore dei problemi. Quello principale è il mutuo con Unicredit nel 2015 facendo ricorso ai cosiddetti strumenti derivati. Il comune, stando a quanto scritto nella relazione, si trova nella situazione di non poter dismettere o liquidare la società Iren Infrastrutture, in quanto le reti di gas e acqua idrica devono restare pubbliche e dall’altro l’assorbimento dei mutui in essere e dei contratti per gli investimenti sulle reti non sono «compatibili con i limiti dell’indebitamento del Comune di Reggio». Da qui il ricorso al Tribunale per un tentativo di ottenere una rinegoziazione del mutuo. Già dal 2015 Agac infrastrutture ha avviato la procedura e nel 2016 è stato avviato un arbitrato per ottenere la nullità del contratto. Nel novembre 2018 si è svolta l’udienza alla presenza di testimoni e la società, assente invece Unicredit, e la previsione è che il lodo arbitrale arrivi presumibilmente entro il primo semestre 2019. Agac Infrastrutture ha un business ricco, solido e iper patrimonializzato. Ma la società che incamera 8 milioni di euro nel 2017 con reti idriche e fotovoltaico - e utili per ben 3 milioni - non riesce a trovare pace finanziaria. È controllata dai comuni reggiani (per il 55% da Reggio Emilia tramite l’Istituzione Nidi e Scuole) ed è il più ricco ramo dell’ex municipalizzata ora in orbita Iren, sul quale pesa ancora il maxi derivato. —

R.F.

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