Aziende, utili record a Reggio Emilia: ecco chi ha fatto più soldi
Coop al lumicino, confermati i big: Maramotti in testa con 7 imprese nella top 50 Meccanica e ceramiche spingono i medi e Iren fa felici comuni e politica locale
REGGIO EMILIA Guardate i dati del 2017. Incorniciateli, come hanno fatto gran parte degli industriali reggiani (ma non solo). Sì perché il 2018 rischia già di brillare meno, per non parlare del 2019, secondo le previsioni di rallentamento dell’economia diramate a piena voce anche a Reggio Emilia da Unindustria e Camera di Commercio: dopo sette trimestri consecutivi positivi, la produzione industriale avanza ma a scartamento ridotto.
La provincia locomotiva dell’export, patria della meccanica votata all’ingegneria, che fa soldi indistintamente con i trattori o con le ceramiche, nel 2017 ha raccolto però a piene mani i frutti dei propri investimenti. Lo dice la tabella con le prime 50 imprese con sede a Reggio Emilia per utili 2017 (bilanci non consolidati): 43 di queste hanno aumentato il risultato di esercizio rispetto al 2016. Il dato è spurio e va pesato, essendoci in mezzo un po’ di tutto (imprese produttive, holding, ex municipalizzate, società di servizi), ma la tendenza del 2017 - ultimo anno disponibile e l’unico completo in termini di bilanci - sembra molto chiara. Questo perché sono aumentati anche fatturati e margini, quindi, generalmente, le esportazioni e l’efficienza delle aziende virtuose rimaste fuori dalla Grande Crisi partita nel 2008.
Questo vuol dire che le famiglie proprietarie - spesso rappresentate in classifica dalle loro casseforti - hanno aumentato e di molto la loro ricchezza. Parte di questa, però, è stata reinvestita e capitalizzata nelle imprese. Prova ne è l’aumento del patrimonio netto delle capogruppo comprese nella tabella, segno anche di acquisizioni con le quali limitare l’arrembaggio delle multinazionali straniere, che stanno comprando a piene mani i gioielli di piccolo taglio della corona industriale reggiana.
La classifica parte con Iren spa, la capofila dentro la più vasta galassia del Gruppo Iren (le cui leve sono in mano anche al vice presidente reggiano Ettore Rocchi), e che ha mantenuto la sede a Reggio facendo incetta di utili, raddoppiati tra il 2016 (88 milioni) e il 2017 (167 milioni), per un fatturato quasi pari ma ben distante dai numeri del Gruppo nella sua interezza, che supera i 3,6 miliardi di euro di ricavi e un utile di gruppo di 238 milioni di euro. Ai destini di Iren, come detto più volte, dipendono le “erogazioni” ai Comuni soci reggiani tra dividendi e sponsorizzazioni.
Dietro Iren, per tornare davvero in casa nostra, c’è tutto il plotone delle aziende controllate o partecipate dalla famiglia Maramotti, che conta da sola 7 presenze nella classifica dei “paperoni”. Parliamo del Credem spa e di Credemleasing, espressione del gruppo bancario compreso nella top ten della banche italiane e che sta facendo in parte dimenticare le disavventure in Unicredit. Il fieno nella cascina della famiglia egemone nel panorama economico reggiano, viene assicurato anche dallo storico settore tessile: Max Mara srl ha raddoppiato gli utili, balzati a 114 milioni nel 2017. Ci sono poi Diffusione Tessile (23 milioni), Marella (13,4 milioni), Maxima srl (8,3 milioni), senza scordare Unity Re, che incamera buona parte delle locazioni del gruppo, con utili 2017 triplicati a 8 milioni di euro. Il vero tesoro dei Maramotti, però, nel 2017 è stato destinato alla Max Mara Fashion Group, che non è in classifica perché ha sede a Torino (controllata da Ersel Investimenti e poi da Simon, fiduciaria fondata da Franzo Grande Steven, avvocato di fiducia degli Agnelli). La società capogruppo ha chiuso l’anno passato con 550 milioni di utili dopo la distribuzione di dividendi per mezzo miliardo da parte della controllata Max Mara srl. Abbastanza per balzare prima in buona parte delle classifiche ben oltre Reggio Emilia.
La quarta piazza è di Interpump di Sant’Ilario (presente anche al decimo posto con la controllata Walvoil), creatura di Fulvio Montipò, la cui spa (controllata indirettamente assieme a Laura e Leila Montipò) incamera 80 milioni di euro grazie alle ormai note fortune industriali accumulate da tramite una storica campagna di acquisizioni di aziende di pompe ad alta pressione.
A balzare in alto nel 2017 è statoperò Stefano Aleotti, mister Ruote da Sogno e socio di Cellular Line. La cassaforte Ginetta spa (partecipata con la famiglia Foglio) ha incamerato quasi 60 milioni di euro: un risultato straordinario che deriva esclusivamente da dividendi e riserve erogati dalla contratta Cellular Line spa.
La Padana Tubi di Guastalla della famiglia Alfieri riduce di 5 milioni gli utili che restano però sopra i 50 milioni di euro grazie alla produzione e vendita di 500mila tonnellate di tubi in acciaio inossidabile e in carbonio all’anno. La Zapi spa di Poviglio (apparecchi elettronici per veicoli elettrici), in mano all’ingegner Giannino Zanichelli, è settima in classifica, seguita da Graniti Fiandre di Castellarano (36 milioni di utili, produttrice di gres porcellanato e piastrelle), controllata a cascata da Romano Minozzi (originario di Castelnuovo Rangone) tramite Iris Ceramica, che a sua volta controlla la Finanziaria Ceramica Castellarano dentro la quale c’è Graniti Fiandre. Sempre dentro la top ten c’è la Smeg di Guastalla della famiglia Bertazzoni, azienda che ha applicato il design agli elettrodomestici e conta 34 milioni di utili nel 2017.
Le caldaie del gruppo Immergas valgono l’11esima posizione alla spa (25 milioni di utili) e a cascata alla finanziaria Immerfin (22esima) della famiglia Amadei, che beneficia anche di parte degli indennizzi dopo l’esondazione del fiume Enza a Lentigione. C’è poi la Sbe (Società Bulloneria Europea) Varvit di Reggio, leader nel settore dei ricambi, controllata tramite Vescovini Group da Alberto, Alessandro e Federico Vescovini.
A stupire per il balzo degli utili è anche Yama spa con 21 milioni, detentrice del 65% di Emak e partecipata per il 20% dalle casseforti Fiba srl (della famiglia Bartoli), e per il 17,6% dalla Elpa (famiglia Becchi), dopo i quali c’è una folta selva di azionisti minori. Dalla 16esima posizione fanno capolino le cooperative: sparite quelle delle costruzioni (Coopsette e Unieco) restano quelle che, una volta, sembravano le sorelle minori, ma che sono ora in cima alla classifica. Conad Centro Nord conta 836 milioni di ricavi e 17,6 milioni di utili. I ristoranti di Cir food sono al 19esimo posto: i margini sono più bassi ma i quasi 600 milioni di ricavi della capogruppo sfornano a fine 2017 14,8 milioni di utili. Due posizioni più sotto c’è Car Server, spa che si occupa di noleggio auto a lungo termine in realtà ma partecipata dalla cooperazione tramite la cassaforte Ccfs, cavallo in corsa affidato al manager reggiano Giovanni Orlandini. —
| Ragione sociale | Ricavi migl Euro 2017 | UTILE | |
| 1. | IREN S.P.A. | 154.608 | 166.957 |
| 2. | CREDITO EMILIANO S.P.A. (CREDEM) | 920.394 | 148.570 |
| 3. | MAX MARA S.R.L. | 651.904 | 114.739 |
| 4. | INTERPUMP GROUP S.P.A. | 100.083 | 80.411 |
| 5. | GINETTA S.P.A. | 0 | 59.370 |
| 6. | PADANA TUBI S.P.A. | 877.198 | 55.420 |
| 7. | ZAPI S.P.A. | 125.625 | 40.669 |
| 8. | GRANITIFIANDRE S.P.A. | 323.407 | 36.844 |
| 9. | SMEG S.P.A. | 414.789 | 33.942 |
| 10. | WALVOIL S.P.A. | 220.596 | 33.485 |
| 11. | IMMERGAS S.P.A. | 178.399 | 25.044 |
| 12. | DIFFUSIONE TESSILE S.R.L. | 197.292 | 23.118 |
| 13. | SBE - VARVIT - S.P.A. | 178.408 | 21.376 |
| 14. | YAMA S.P.A. | 34 | 21.245 |
| 15. | GRUPPO CERAMICHE GRESMALT S.P.A. | 134.301 | 18.948 |
| 16. | CONAD CENTRO NORD S.C. | 836.173 | 17.633 |
| 17. | ARAG S.R.L. | 66.408 | 15.654 |
| 18. | COMER INDUSTRIES S.P.A. | 291.770 | 15.493 |
| 19. | CIR FOOD S.C. | 559.329 | 14.845 |
| 20. | ELETTRIC 80 S.P.A. | 192.463 | 14.365 |
| 21. | CAR SERVER SPA | 223.593 | 13.771 |
| 22. | IMMERFIN S.P.A. | 262 | 13.687 |
| 23 | MARELLA S.R.L. | 158.877 | 13.486 |
| 24. | ARGO TRACTORS S.P.A. | 441.624 | 13.425 |
| 25. | RONDINE - S.P.A. | 94.784 | 12.435 |
| 26. | CREDEMLEASING - S.P.A. | 10.414 | 12.410 |
| 27. | BROOKERS S.P.A. | 12.415 | 12.339 |
| 28. | CORRADINI GUSTAVO & C. S.R.L. | 905 | 12.085 |
| 29. | CELLULAR ITALIA S.P.A. | 157.063 | 11.171 |
| 30. | PRE GEL S.P.A. | 82.265 | 10.739 |
| 31. | PROFILTUBI S.P.A. | 94.357 | 10.110 |
| 32. | BMR S.P.A. | 84.774 | 9.932 |
| 33. | SAXIM S.R.L. | 465 | 9.915 |
| 34. | WARRANT HUB S.P.A. | 34.434 | 9.658 |
| 35. | CASALGRANDE PADANA S.P.A. | 191.586 | 9.529 |
| 36. | GRUPPO TECNOFERRARI SPA | 82.296 | 8.935 |
| 37. | RCF S.P.A. | 89.534 | 8.842 |
| 38. | ICE S.P.A. | 115.605 | 8.481 |
| 39. | MAXIMA S.R.L. | 245.329 | 8.383 |
| 40. | DANFOSS POWER SOLUTIONS S.R.L. | 117.057 | 8.180 |
| 41. | UNITY R.E. S.P.A. | 34.774 | 8.015 |
| 42. | REGGIANA RIDUTTORI - S.R.L. | 59.140 | 7.901 |
| 43. | NERI S.P.A. | 41.208 | 7.447 |
| 44. | COTTO PETRUS S.R.L. | 34.639 | 7.164 |
| 45. | TETRA PAK ITALIANA S.P.A. | 333.503 | 6.965 |
| 46. | GHG HOLDING S.P.A. | 444 | 6.867 |
| 47. | SECONDA S.R.L. | 180 | 6.794 |
| 48. | NEXION S.P.A. | 137.542 | 6.636 |
| 49. | GRASSELLI S.P.A. | 27.546 | 6.260 |
| 50. | ITALCUSCINETTI S.P.A. | 38.314 | 6.138 |
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