Il brano di Milani per le tre religioni
È stato eseguito all’incontro interculturale Alif Aleph Alfa «Si parla di portare questo progetto a Gerusalemme»
Villa Minozzo. In occasione dell’incontro interculturale Alif, Aleph, Alfa che si è svolto nei giorni scorsi a Reggio, è stato eseguito un brano appositamente composto da Emanuele Milani, classe 1989, di Minozzo: “A-M.”.
Il giovane compositore ha diretto personalmente il gruppo di cantori con rappresentanti delle tre religioni monoteiste, in una comunione di voci dove si volevano sottolineare i punti che accomunano le tre professioni di fede. «La A viene legata alla M da un trattino perché è il fulcro delle comunanze: la A in quanto prima lettera degli alfabeti richiamati nel titolo dell’evento e A come vocale di partenza nelle tre parole di pace - spiega - La M viene invece usata come suono d’arrivo, mentre il punto finale sta ad indicare che forse basta questo per trovare un vero accordo per costruire qualcosa insieme».
Contattato da Renato Negri e da Maurizio Ferrari, maestri di organo e composizione all’istituto Peri, per comporre un brano semplice e privo di strumenti musicali che legasse le varie realtà religiose, Emanuele si è messo subito all’opera, iniziando a studiare le religioni per capire come poter assolvere al compito di scrivere un canto di facile esecuzione ed efficace.
«Si è trattato non tanto di “ispirazione” ma di “costruzione ragionata - continua Emanuele - Ne ho fatte altre versioni più complete rispetto a quella eseguita, dove oltre alla parola “pace” emergevano altre vie comuni tra le fedi. Non è escluso che queste versioni possano essere utilizzate in futuro o diventare un punto di partenza per altre esperienze significative dove sottolineare cosa ci rende un’unica umanità. Si è parlato di portare il progetto anche in giro per l’Italia e a Gerusalemme, per me sarebbe un grande onore poter realizzare questo obiettivo».
Nato e cresciuto in un ambiente impregnato di musica, ha all’attivo già molte composizioni. La musica è da sempre qualcosa che gli appartiene, una sorta di sesto senso naturale. Il nonno Pasquino, attivo in campo musicale, era organista nell’antica Pieve di Minozzo, talento poi passato al figlio Gianfranco ed ereditato dai nipoti, Paolo ed Emanuele. Laureato in Scienze della formazione primaria, nella triennale in violoncello che sta proseguendo con il biennio specialistico, è all’ultimo anno del propedeutico Afam di composizione. Tra le esperienze più importanti, il duo con Cristina Vivi con violoncello e flauto, “Musicisti in progress” a sostegno del Mi.Re e la corale “il Gigante”. —
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