Monchio delle Olle Decine di figuranti al presepe vivente
Molto partecipata la quarta edizione della manifestazione organizzata dalla parrocchia. Al termine è stato offerto un rinfresco e vin brulè
CANOSSA. Suggestiva rappresentazione del presepe vivente nella parrocchia di Monchio delle Olle, nell’Unità pastorale “Terre del perdono”, il giorno di Santo Stefano.
La manifestazione, alla sua quarta edizione, è iniziata dall’oratorio di Trinità alle 17.30 con una passeggiata con le lanterne lungo la via dei presepi, una sessantina, allestiti nei cortili e nelle aie, per poi arrivare nei grandi spazi della parrocchiale dove si è svolta la vera rappresentazione del presepe.
Qui Maria e Giuseppe nel loro peregrinare alla ricerca di un alloggio hanno potuto ammirare le attività artigianali rappresentate al meglio dai vecchi attrezzi (del museo di Egidio Rodolfi) e dalle decine di figuranti dislocati lungo il percorso: il fabbro, il ciabattino, il falegnami, le lavandaie, il vasaio, le filanti gli scultori, il mugnai, il panettiere, i contadini coi loro animali il tutto in un atmosfera magica.
Poi i due sposi sono approdati nella stalla dove nella mangiatoia dormiva il loro bambinello. Poi da lontano guidati dalla stella sono arrivati i tre magi. Una straordinaria rappresentazione curata nei minimi particolari per questo presepe vivente che si può considerare il più grande della montagna e forse della provincia e che ha richiamato tantissima gente che alla fine della manifestazione, con grande sorpresa, hanno potuto gustarsi un rinfresco e scaldarsi con un caldo vin brulè.
L’evento è stato rappresentato intensamente dagli abitanti del paese che ogni anno si uniscono per dare vita al tradizionale presepe vivente, che da 4 anni trasforma Monchio in una Betlemme d’Appennino.
Complimenti sono stati fatti agli organizzatori che hanno presentato un evento molto partecipato. —
Domenico Amidati
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