Il ristorante Lago di Gruma dopo 50 anni di attività cambia la sua gestione
La chef Anna Maria Ciampi lascia la guida del locale che è stato a lungo anche stellato. «Antonio e Giusy vanno avanti nel segno della continuità»
CAMPEGINE. C’è un ristorante, a Caprara di Campegine, affacciato su uno specchio d’acqua che si chiama lago di Gruma. È un posto intimo, immerso nella campagna. È il ristorante “Lago di Gruma”, che, dopo cinquant’anni di onorato servizio, va incontro a una nuova vita.
LA STORIA
Il locale è stato aperto nel 1970 da Massimo Bocchi, nato e cresciuto a Campegine. «All’inizio era una semplice trattoria - racconta Anna Maria Ciampi, la storica chef e moglie di Massimo - poi, quando sono arrivata io, negli anni Ottanta, si è trasformata in qualcosa di più».
Anna Maria infatti, originaria di Avellino, si è trasferita a Reggio giovanissima, lavorando come infermiera. Ha conosciuto Massimo e il ristorante e da quel momento si è dedicata anima e corpo ai fornelli. «La cucina è un’arte in continua evoluzione - spiega la chef - non bisogna mai smettere di imparare. Con passione e dedizione, dagli esperti così come dalle persone», E, ben presto, le soddisfazioni bussano alla porta: nel 1986 arriva la stella Michelin, mantenuta per ben quindici anni. «Non l’abbiamo cercata a tutti i costi: è arrivata. E quando è successo è stata una gioia grandissima. Ma siamo sempre rimasti noi stessi».
IL SEGRETO
Anna Maria non si ferma mai. Continua ad imparare e a insegnare, seguendo e organizzando corsi e circoli culinari, portando avanti la sua idea di cucina: piatti dai sapori puliti, non più di tre o quattro ingredienti, e, soprattutto, prodotti di stagione e del territorio: «Ho sempre lavorato con le materie prime delle nostre terre, della nostra Italia: abbiamo tantissime eccellenze che tutto il mondo ci invidia. E dobbiamo imparare a valorizzarle». Un menù, quello della Ciampi, dal forte estro creativo sempre in equilibrio tra tradizione e innovazione. Tra i piatti che l’hanno resa famosa spicca la pasta ripiena: dai tortellini con scampi e carciofi ai ravioli di fagiano. Senza dimenticare le ricette tipiche reggiane: tortelli verdi, di zucca e l’immancabile gnocco fritto. E poi ancora i gamberi in crosta di mandorle, le lumache in guazzetto e una carta dei dolci da far venire l’acquolina al meno goloso.
Il nuovo ristorante “Lago di Gruma” continuerà proprio su questa strada: «Mi spiace molto smettere, ma questo è il momento. Sono arrivate le due persone giuste per proseguire la nostra attività, e così abbiamo deciso». Sono Antonio Pignataro e la moglie Giusy, che a partire dall’anno nuovo prenderanno in mano il locale. «Il nome rimarrà sempre lo stesso, così come l’idea alla base della cucina». «Voglio ringraziare tutti quelli che hanno avuto fiducia in noi. Sicuramente continuerò a dedicarmi alla cucina, come cuoca o come consulente. E poi farò la nonna». —
Linda Magnoni
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