Reggiane, processi, Piazza e piazze
reggio emilia. La prima pagina del 3 gennaio titolava “Reggio, quindici promesse sospese. Dal parcheggio della Mediopadana alla luce in centro. Non si sa mai che le elezioni...”.
Dal mese di febbraio abbiamo scelto la prima pagina dell’8, perché riserva una di quelle sorprese rappresentative del ben altro sommerso: “Senzatetto evasore da 33 milioni. Risultava avere domicilio in municipio, denunciato dalla Finanza”.
La politica ha le sue date di riferimento. La più immediata e recente è quella del 4 marzo, giorno nel quale si svolsero le elezioni politiche. Aperte le urne, contate le schede, ufficiali i risultati, la nostra prima pagina del 6 marzo titolava: “Reggio la rossa non esiste più. Il centrosinistra mantiene i seggi ma i 5 Stelle oggi sono il primo partito”.
Tra i tanti fatti c’è la regola delle ricorrenze. Una è quella dell’emergenza rappresentata dal popolo che vive nell’area delle ex Officine Reggiane. Nella prima pagina del 3 aprile una dichiarazione chiara e forte: “Reggiane, niente più senzatetto. Il Comune promette una bonifica con accoglienza altrove per gli emarginati”. La determinazione era scaturita dalla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ma anche dalla messa che il vescovo monsignor Massimo Camisasca aveva celebrato il 27 marzo (Settimana Santa) proprio nella zona degradata.
“Il cuore di Rebecca non batte più. La rugbista di 18 anni si è spenta tre giorni dopo l’incidente in campo”, aveva titolato la Gazzetta del 3 maggio. La morte della sportiva Rebecca Braglia entrata in coma dopo un incidente durante una partita a Ravenna, ha prodotto commozione a livello nazionale.
In giugno inizia la fine della Reggiana. Il titolo è del 12 giugno: “I Piazza: “Vendiamo la Reggiana. Dopo i fatti di Siena annuncio choc: ’Troppo impegno per una famiglia sola’”.
In luglio comincia a trapelare lo scandalo che coinvolge la polizia locale dei Comuni della Val d’Enza. Mercoledì 18, titolo in prima: “Vigile urbano arrestato, accuse di peculato, concussione e mobbing. Indagata anche la compagna e collega, sospesa dal servizio”.
Doppia notizia rilevante sulla prima pagina di martedì 7 agosto. Una grande foto sintetizza la tragedia sull’A1 per l’esplosione di un’autocisterna: “Morti e feriti nell’inferno in autostrada a Bologna”. Da lì a sette giorni il crollo del ponte Morandi a Genova. L’altro titolo, sempre il 7 agosto, torna alla cronaca locale che ha per protagonista un reggiano incensurato sessantenne: “Preso pedofilo seriale. Fra le sue vittime anche piccole parenti. Sul suo computer i carabinieri trovano un milione di file pedopornografici”.
E veniamo a settembre. Abbiamo scelto la prima pagina del 13 che esibisce due titoli su argomenti assolutamente diversi, ma su questioni ricorrenti a Reggio Emilia. L’apertura: “La capitale delle fatture false. Altro riciclaggio, quattro arresti e 10 milioni sotto sequestro. Operazione all’alba della Mobile e della Finanza. Tra i reati contestati c’è anche la bancarotta”.
Nella fotonotizia verticale il tormentone già avviato sulla riqualificazione delle piazze del centro storico: “La Deputazione al ministero: ’Impedite quei due cantieri’”.
Il 31 ottobre vengono pronunciate le sentenze del processo Aemilia all’insediamento della ’ndrangheta nel Reggiano. Sono stati condannati 120 imputati, 23 assolti, 5 prescritti. Il titolo in prima pagina dell’1 novembre: “Aemilia, la stangata, la rabbia. Dopo 195 udienze pesanti condanne per i principali imputati nel processo contro la ’ndrangheta al nord. Due anni per una pistola: diventa una furia il campione del mondo Vincenzo Iaquinta. Diciannove anni al padre Giuseppe”.
Lo strascico imprevedibile delle sentenze vede protagonista Francesco Amato, condannato a 19 anni e latitante da giorni, che entra armato nell’ufficio postale di Pieve. Titolo del 6 novembre: “Ore 16,44: Amato si arrende. Liberi tutti gli ostaggi alle Poste. Condannato a 19 anni di carcere al processo Aemilia contro la ’ndrangheta, da giorni era latitante per evitare l’arresto. Barricato nell’ufficio, teneva i dipendenti sotto la minaccia di un coltello chiedendo di parlare con Matteo Salvini”. E arriviamo a dicembre, precisamente alla notte fra il 9 e il 10 con l’incendio divampato nelle cantine occupate da abusivi in zona stazione. Il titolo dell’11 dicembre: “Notte di tragedia in via Turri. Due morti, grave una bambina”. Di seguito: Il fuoco è partito da uno dei tanti locali che con il buio si trasformano in luogo di bivacco per sconosciuti senzatetto. Il fumo è salito ai piani superiori invadendo le scale e le abitazioni, marito e moglie soffocati mentre tentavano di uscire”. —
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