Gazzetta di Reggio

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battuta d’arresto 

Si ferma la crescita dell’Industria ceramica dopo cinque anni

L.V.

Il preconsuntivo elaborato da Prometeia evidenzia volumi di produzione e vendita di 410 milioni di metri quadrati la maggioranza per l’estero

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REGGIO EMILIA. Luci ed ombre nel panorama del mondo delle piastrelle.

Il 2018 si chiude infatti, dopo un quinquennio di continua crescita, con una battuta d’arresto sia della produzione che delle vendite e dell’export. Flessioni a onore del vero contenute che hanno però indotto alcune aziende ad ampliare di un paio di settimane la tradizionale fermata produttiva natalizia anche al fine di evitare un eccessivo stoccaggio di prodotto finito.

Il preconsuntivo 2018 elaborato da Prometeia ed analizzato nel convegno di fine anno di Confindustria Ceramica, evidenza per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica volumi di produzione e vendita che si aggirano complessivamente sui 410 milioni di metri quadrati di cui ben 328 milioni derivanti da esportazioni ed i restanti 82 milioni destinati al mercato domestico.

Nel corso del 2018 sono frattanto proseguiti gli investimenti tecnologici nel solco di “Industria 4.0” con valori leggermente inferiori al 2017 ma con incidenze sul fatturato ai livelli più alti fra i settori manifatturieri italiani. La dotazione impiantistica risulta pertanto di prim’ordine a partire dalle lastre ceramiche di grandi dimensioni di cui l’Italia detiene la leadership a livello mondiale.

Giovanni Sovrani, presidente dell’associazione, ha confermato che il commercio internazionale risente di tensioni a livello mondiale. «In particolare – ha precisato – pesano i confronti fra Stati Uniti e Cina che generano incertezza presso consumatori ed operatori professionali. Recenti analisi dimostrano che i Paesi che soffrono in modo particolare di questa situazione sono i forti esportatori e quelli ad elevato debito pubblico, condizioni che interessano entrambe l’Italia. A questo si aggiunge il fatto che Paesi concorrenti possono contare su un costo del lavoro e dell’energia molto più ridotto di quello italiano e con un sistema di infrastrutture migliore del nostro».

È importante, conclude Sovrani, «che si proceda alla realizzazione di tutte le infrastrutture a servizio del distretto emiliano-romagnolo per far recuperare competitività al distretto della ceramica. Ben venga infine il bonus collegato ad Industria 4.0 che punta a formare al meglio le nostre maestranze». —

L.V.

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