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il sindaco contro il governo 

Vecchi: «Aumentare l’Ires al terzo settore è tassare la solidarietà»

R.F.

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REGGIO EMILIA. Duro affondo del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, alla decisione del Governo di raddoppiare l’Ires agli enti del terzo settore. Una misura, ha sostenuto il sindaco e delegato al Welfare dell’Anci, che «avrà inevitabili ricadute sui territori e le associazioni di volontariato non possono essere trattate fiscalmente come i falchi speculatori di Wall Street».

Sulla decisione dell’esecutivo pare esserci un ripensamento anche da parte del Governo pentastellato. Dopo le critiche piovute da tutti i partiti dell’opposizione e dalle associazioni del Terzo Settore, sia il premier Giuseppe Conte sia i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono detti disponibili a fare marcia indietro.

Anche se non è chiaro con quale percorso, visto che la legge Finanziaria è in discussione in questi giorni alla Camera e su di essa, come avvenuto al Senato, verrà posta la fiducia.

Siamo, inoltre, a pochi giorni dall’esercizio provvisorio qualora la legge finanziaria non sarà approvata. Nel suo intervento di ieri, come delegato Anci al Welfare, Vecchi ha espresso tutti i timori dei sindaci italiani sostenendo che «l’aumento dell’Ires per il terzo settore previsto nella manovra finanziaria in discussione preoccupa molto i comuni italiani per le inevitabili ricadute che ci saranno sui territori».

A ulteriore commento della legge di bilancio approvata dal Senato, che contiene il provvedimento contestato, Vecchi ha poi spiegato che tale preoccupazione parte dal fatto «che gli enti del terzo settore sono partner strategici e progettuali dei Comuni di tutta Italia, con i quali da sempre collaborano».

Questo aumento quindi, attacca ancora Vecchi, «si configura come una vera e propria tassa sulla solidarietà degli italiani, appare profondamente iniquo e rischia di ripercuotersi proprio sugli enti locali con conseguenti cadute sui servizi sociali e sulla spesa sociale dei territori».

Per il sindaco e delegato dell’Anci,infine, «con questo provvedimento a essere ancora una volta colpiti saranno i cittadini più fragili oltre a coloro, e sono tanti, che si occupano della cura del prossimo. Le associazioni di volontariato non possono essere trattate fiscalmente come i falchi speculatori di Wall Street». —

R.F.

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