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Attacco hacker all’Iris group Due giorni di paralisi e danni

M.F.
Attacco hacker all’Iris group Due giorni di paralisi e danni

È successo a inizio dicembre. Richiesto pure un riscatto ma i Minozzi denunciano. Emergenza superata grazie a una task force di esperti 

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CASTELLARANO. Un virus arrivato con una semplice email ha paralizzato per due giorni il sistema produttivo di un colosso della produzione ceramica, la Iris, capofila del gruppo, con sede nel Modenese, che comprende Graniti Fiandre e Ariostea di Castellarano. È successo a inizio dicembre e il fatto emerge ora portando alla luce decine di altri casi che hanno riguardato anche altre industrie ceramiche del distretto tra Modena e Reggio Emilia.

Un “pacco” in grado di mettere in ginocchio anche le grandi aziende, nel caso non si facciano trovare impreparate a una delle principali emergenze di questi ultimi anni: la protezione dei propri dati e delle password interne.

«Forse – ha spiegato il Ceo di Iris group, Federica Minozzi – qualcuno dei nostri dipendenti ha aperto inavvertitamente una di queste mail e nel giro di poche ore tutta la rete si è praticamente spenta. Fortunatamente noi abbiamo una squadra di 18 tecnici informatici che hanno lavorato 48 ore giorno e notte per ripristinare il funzionamento del sistema nelle fabbriche».

Il virus, con richiesta di riscatto annesso (ransomware) di 950mila euro, ha colpito gli stabilimenti nel cuore della Piastrella Valley ma anche le sedi all’estero, iniziando da Stati Uniti e Germania. Risultato: 400 server messi fuori uso e un migliaio di computer in tilt.

Produzione ferma per due giorni e un danno economico che è di centinaia di migliaia di euro. Il “riscatto” era stato richiesto dai cyber criminali – attraverso criptovalute come Bitcoin – per ripristinare i sistemi operativi. Dal gruppo, del patron Romano Minozzi, invece è partita la denuncia e subito il pool di tecnici esperti si sono messi al lavoro per recuperare dati e funzionalità.

Accesso abusivo ai sistemi informatici, danneggiamento e estorsione sono dunque i reati su cui indaga ora il gruppo di super esperti della polizia postale insieme al Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per protezione delle infrastrutture critiche) che si stanno occupando del caso Iris e degli altri attacchi subiti dalle aziende del distretto. —

M.F.

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