Servizio ginecologico h24 ok del consiglio all’unanimità
Castelnovo Monti. Dibattito piuttosto vivace in consiglio comunale a Castelnovo sabato mattina, all’insegna di temi condivisi dato che alla fine sono stati approvati all’unanimità sia il documento proposto dal comitato Dinamo, contenente la richiesta di ripristinare all’ospedale Sant’Anna, il servizio di reperibilità ginecologica notturna, portantolo ad una copertura h24, sia un documento unitario sul tema del lisozima, enzima declassato da conservante a semplice ingrediente e su cui si è aperto un ampio fronte polemico tra produttori di Grana Padano (che lo utilizza) e Parmigiano Reggiano (che invece ne è privo).
Il documento predisposto dal comitato Dinamo, e presentato dal gruppo M5S, chiedeva il ripristino del servizio ginecologico che era stato modificato a seguito della chiusura del punto nascite di Castelnovo, portandolo dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 14 al sabato, senza reperibilità, rispetto al servizio sulle 24 ore precedenti. Una richiesta di ripristino del servizio era già stata inviata dal sindaco Bini alla Regione e all'Ausl poco dopo la chiusura, senza ricevere risposta, e Bini ha confermato di aver chiesto nuovamente l’attivazione della reperibilità notturna anche per il fatto che a Borgo Val di Taro, nel parmense, dove pure il punto nascite è stato chiuso contestualmente alla chiusura di Castelnovo, la reperibilità notturna è comunque rimasta.
Il documento è stato quindi approvato all’unanimità, così come all'unanimità era stato approvato la sera precedente anche dal consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Appennino. Una scelta che è stata accolta con soddisfazione dal comitato Dinamo: «Ringraziamo tutti coloro che hanno votato la richiesta che abbiamo presentato, senza distinzioni di partito. Uniti si vince».
Approvato anche il documento unitario sul lisozima, sul quale avevano presentato ordini del giorno sia il gruppo del Movimento 5 Stelle che Progetto per Castelnovo: è stato approvato dopo un emendamento della maggioranza. Il documento chiede di tutelare l’unicità del Parmigiano Reggiano, in particolare del prodotto di montagna, e auspica che possa esserci una revisione della dicitura del lisozima sulle etichette anche a tutela dei consumatori. Un tema su cui la polemica comunque sta crescendo, tanto che il presidente del Consorzio del Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi, ha preannunciato azioni legali.
«Si tratta di una polemica inutile e strumentale – ha affermato – che vuole mettere in cattiva luce un intero sistema da sempre impegnato, in Italia e nel mondo, per la tutela del consumatore e che fa della trasparenza una missione concreta, a prova di smentita. Una discussione alimentata da falsità e insensate illazioni che hanno danneggiato e stanno danneggiando pesantemente il Grana Padano, costringendolo a tutelarsi in tutte le sedi, chiedendo danni ingenti circa affermazioni tanto diffamatorie quanto ingiustificate». —
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