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IL RICORDO  

«Un politico competente Ha sempre amato Reggio»

Alessandro carri
«Un politico competente Ha sempre amato Reggio»

Così Alessandro Carri rende omaggio al “rivale” e amico Giorgio Degola «Era amareggiato per le campagne di denigrazione dei vecchi parlamentari»

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Alessandro carri

Siamo stati colleghi al Senato, lui sul banco del governo io su quelli dell’opposizione, confrontandoci sempre con grande lealtà e reciproco rispetto. Indiscutibili le sue competenze in materia di lavori pubblici come su tutti i problemi dell’edilizia nel nostro Paese. Ricordo che in qualche occasione ci siamo incrociati dialetticamente sul Piano Casa, e ho infine dovuto riconoscere le sue buone ragioni nel sostenerlo.

Con il tempo, il rispetto si è trasformato in stima reciproca e, credo di poter dire, in sincera amicizia. Quante discussioni, appassionate e competenti, anche ai tempi degli ultimi governi del centro-sinistra! La commozione del momento mi impedisce di dire molto di più.

Bisognerebbe certo parlare del suo attaccamento per una città sempre amata e seguita con una passione non comune. Bisognerebbe ricordare il valore di un confronto anche tra diverse posizioni politiche, sempre ricercato, nel tentativo di offrire contributi costruttivi. Ma negli ultimi anni anche l’amarezza per certe campagne di denigrazione e di delegittimazione del Parlamento e dei parlamentari, del passato e del presente. Si avvertiva in questo stato d’animo il vivo legame con i principi fondamentali della Costituzione, il frutto più maturo di quella Resistenza alla quale non era mancato il suo stesso contributo all’interno delle Fiamme Verdi. Quando ci incontravamo, anche negli ultimi anni e negli ultimi mesi, scorrevano rapide le ore, nel ricordo delle tante stagioni vissute insieme, magari su sponde diverse.

Ci sorreggeva comunque la consapevolezza, oltre le inevitabili malinconie, che non è mai vano lo sforzo di trasmettere anche ai più giovani il valore di una “buona politica”, nel tempo delle scorciatoie e delle semplificazioni, delle paure agitate ad arte per indebolire una ancor fragile democrazia. A Giorgio Degola il saluto deferente di un vecchio amico. —



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