Dal blocco delle risorse all’accordo
Dagli amministratori locali di tutta Italia è stato battezzato “il più grande scippo della storia”. Il taglio dei fondi stabiliti dal cosiddetto Bando Periferie, tramite un emendamento al decreto “Mille Proroghe”. In tutto oltre due miliardi e mezzo di euro, destinati a progetti di riqualificazione delle periferie, congelati fino al 2020. La decisione fu presa il 6 agosto quando il Senato, con il parere favorevole del Governo gialloverde a caccia di risorse, approvò all’unanimità (anche il Pd votò a favore giustificandosi poi con una svista) l’emendamento. Voto poi confermato alla Camera in settembre. Per il solo capoluogo della nostra provincia quel Bando prevedeva lo stanziamento di 18 milioni di euro. Fu il premier Giuseppe Conte poi a stemperare le polemiche, con gli amministratori locali sul piede di guerra, promettendo che le risorse per le periferie sarebbero state recuperate. Infine l’accordo di compromesso quando anche la Regione e i primi cittadini dell’Emilia Romagna erano già pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale.
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