Lo studio Barani festeggia 50 anni della sua attività
A fondarlo fu nel 1968 il commercialista Eugenio. «Un tempo le disposizioni rimanevano consolidate, ora cambia tutto in fretta»
MONTECCHIO. Lo “Studio Barani professionisti associati” ha festeggiato il 50esimo anno di attività.
Fondata a Montecchio da Eugenio Barani, classe 1939, l’attività prese il via nell’allora abitazione del professionista montecchiese.
Ora lo studio si trova in piazzale Cavour e rappresenta una moderna realtà che offre consulenze di carattere amministrativo-contabile e sulla fiscalità e sul mondo della finanza e dell’attività d’impresa in generale.
«Mi sono iscritto all’Albo dei Commercialisti nel 1968 - racconta Eugenio Barani - e nello stesso anno ho iniziato. Mio padre, Domenico, morì in Albania durante la guerra. Mia madre, Rosina Fantuzzi, proveniente da una famiglia di mezzadri, si ritrovò sola a crescere un figlio di un anno. Le venne concesso il lavoro di bidella e con grandi sacrifici riuscì a farmi studiare. Dopo le medie andai a Reggio, al Secchi, che all’epoca era per geometri e ragionieri, diplomandomi nel 1958. Con quel titolo potevo andare a lavorare subito. Inizialmente l’università non era contemplata. Poi mi iscrissi a Economia e Commercio a Parma laureandomi nel 1963. Nel frattempo mi mantenevo con lezioni private agli studenti e un impiego ottenuto alla Capolo. Appena laureato mi sono dedicato all’insegnamento di Ragioneria e Tecnica commerciale studiando, nel tempo libero, per sostenere l’esame e svolgere l’attività di commercialista».
Quanto è cambiata la sua attività nel corso degli anni?
«All’inizio, disposizioni e interpretazioni fiscali rimanevano consolidate per anni. Sotto certi aspetti erano molto più semplici. Ora è un mondo davvero complicato e servono aggiornamenti quasi quotidiani per evitare di incappare in errori che si trasformano in sanzioni per i contribuenti».
Proprio su questi temi, lei ha scritto numerose pubblicazioni.
«Dopo alcuni anni dall’inizio dell’attività, mi resi conto che gli studi e gli approfondimenti fatti sulle importanti novità giuridico-fiscali intervenute nel frattempo potevano interessare una vasta platea di soggetti (colleghi e contribuenti) e così decisi di esporli in pubblicazioni che ebbero molto successo e delle quali vado ancora fiero».
Fu quasi un precursore dei tempi. Alcune cose scritte 45 anni fa, oggi sono attualissime.
«Il recente processo Aemilia, con i connessi illeciti fiscali emersi ed attuati con la formazione di vere e proprie organizzazioni della frode fiscale, ha dimostrato che quanto avevo scritto era fondato e, tristemente, attuale».
E Montecchio, quanto è cambiata?
«Era un paese prevalentemente agricolo che, in alternativa, offriva lavoro più qualificato alla Capolo. Di quella azienda fui anche sindaco revisore dei conti fino al periodo della sua cessione».
Quale è stato il momento chiave del cambio epocale della fiscalità?
«La riforma tributaria del 1972 ha cambiato tutto il nostro mondo, introducendo nuove sigle come l’Iva, l’Irpef, l’Irpeg e regolamentando quanto ancora oggi gestiamo. Fu una modifica epocale».
Nel futuro dello Studio, cosa vede?
«Mio figlio Azio sta portando avanti l’attività. Posso stare tranquillo». —
Alessandro Zelioli
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