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«Municipale, no alla Pm-exit senza la valutazione dei costi»

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Sant’ilario. «Se l’obiettivo, e noi lo condividiamo, è aumentare presenza e visibilità della polizia municipale vanno fatte altre valutazioni e non la semplice traslazione delle risorse ora stanziate per poter finanziare il servizio in proprio. Non si poteva votare sì per uscire all’istante, senza sapere a cosa si andava incontro».

Così sul recente voto in consiglio comunale riguardo la polizia municipale (se mantenerla cioè nell’ambito del corpo Unione Val d’Enza o ritornare al servizio cittadino) il sindaco Marcello Moretti, replicando a quanto affermato da “Alternativa per civica” all’indomani del voto: «Il Pd ha detto no al ritorno dei vigili al Comune».

Moretti precisa: «Le opposizioni hanno presentato due diverse mozioni in cui si chiedeva la stessa cosa: utilizzare i circa 175.000 euro all’anno, che il nostro Comune conferisce in Unione, per un servizio in proprio equivalente a 4 agenti. Senza tener conto di tutte le spese fisse».

Ma così, fanno sapere dall’ente locale, «si ridurrebbe la copertura dei turni (da 2 ad 1): dei quattro agenti teorici se ne perderebbero due (per ferie, malattie, servizi amministrativi e centrale operativa) e nessuno potrebbe “prestarli” in caso di bisogno». «In sostanza – dice Moretti – dalle 13.15 non si vedrebbe più agenti di polizia municipale a Sant’Ilario e Calerno. Inoltre non sarebbero previsti servizi d’emergenza (incidenti, protezione civile)».

E rimarca inoltre: «L’ipotesi di una Pm-exit costerebbe circa 100.000 euro per acquisto di attrezzatura necessaria a essere autonomi (non potremmo farci “prestare” nulla) e dell’allestimento di una centrale operativa. Insomma la Municipale gestita dal Comune, alle condizioni ipotizzate dalle opposizioni, vuole dire più spese e un servizio più deficitario».

«A queste considerazioni il consigliere Marco Orlandini (Cambia Sant’Ilario) – racconta ancora il sindaco – ha provato ad arrampicarsi sugli specchi dicendo “ci si potrebbe convenzionare con altri comuni, si potrebbero coprire i costi aumentando le entrate” (quindi facendo più multe). Ma l’affermazione più inquietante è stata quella secondo la quale il consiglio prima esprime la volontà politica di riportare la Pm a Sant’Ilario e poi valuta come fare e quali costi sostenere».

Un modo di fare delle «promesse non mantenute», «che delude i cittadini allontanandoli dalla politica» e «un atteggiamento poco responsabile».

Impossibile avere un servizio migliore a parità di costo come, cita Moretti, si sarebbe capito a Campegine: «Qui la lista Rinascita campeginese, dopo aver vinto le elezioni, ha contraddetto se stessa lasciando la gestione della Pm in Unione».

Poi Moretti si sofferma sulla richiesta di cambiare il testo delle mozioni dalle opposizioni interpretata come un «corteggiamento», un prendere tempo. «Abbiamo proposto una semplice modifica: anziché dire “facciamo la revoca del servizio” scriviamo “valutiamo la revoca del servizio” e su questo votiamo tutti insieme a favore, istituendo anche una commissione per approfondire i dati. Era un modo per impegnare tutti ad affrontare il problema, al netto delle speculazioni politiche e senza fare pericolosi salti nel buio. Hanno rifiutato ed entrambe le mozioni hanno ottenuto il no incrociato di tutti i gruppi. Dunque volevano fare pura propaganda senza idee chiare, col solo obiettivo, sembra, di avere due titoli di stampa». —

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